
In vista della votazione del 21 maggio, il Governo ha presentato oggi la sua posizione a favore dell'introduzione della tassa sul sacco. Un tema che, ha sottolineato il consigliere di Stato Manuele Bertoli a inizio conferenza, è in discussione dal lontano 1992 e sul quale il Governo si presenta oggi unanime: "È tempo di normalizzarci sulla gestione dei rifiuti e adeguarci alle norme federali". Già 49 comuni hanno adottato la tassa sul sacco e il sistema funziona, ha puntualizzato Bertoli: "L'incentivo finanziario funziona e permette di ridurre il quantitativo di rifiuti consegnato".
"Non si tratta di una nuova tassa" ha sottolineato più volte il direttore del Dipartimento del Territorio Claudio Zali. "I cittadini già oggi pagano per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e quanto propone il Cantone non porterà a un aumento dei costi".
In quei comuni in cui la tassa sul sacco è già in vigore, ci saranno solo degli aggiustamenti, ha spiegato il ministro. Negli altri comuni cambierà invece il modo di finanziare il costo del servizio: la tassa base scenderà e si aggiungerà quella sul sacco, che oscillerà tra fr. 1.10 e 1.30 per un sacco da 35 litri. Ma la misura "è neutra dal profilo finanziario".
Per quanto riguarda l'esempio di Lugano - che attualmente copre il costo dello smaltimento dei rifiuti con imposte ordinarie e implica una spesa di 8 milioni di franchi - l'introduzione della tassa sul sacco e la conseguente riduzione dei costi di servizio permetterà alla città di rispamiare 1 milione di franchi, riducendo il moltiplicatore del 2-3%.
La tassa sul sacco permetterà inoltre, ha continuato Zali, di ridurre i quantitativi dei rifiuti (si stima del 15%) da inviare all'impianto cantonale di termovalorizzazione di Giubiasco e ridurre i costi del servizio su scala cantonale. Al contempo ci sarà un aumento della raccolta differenziata, ma "costa meno" dello smaltimento dei rifiuti. "I rifiuti non spariscono, ma ci sarà un aumento del riciclaggio" ha ribadito il ministro. E con l'aumento del materiale a disposizione (circa del 15%) sono previsti 30 nuovi posti di lavoro nelle aziende attive nel settore del riciclaggio.
Per quanto riguarda il rispetto dell'autonomia comunale, argomento di critica da parte degli oppositori, Zali ha ribadito che i comuni rimarranno autonomi e competenti nella gestione dei rifiuti. La tassa base sarà liberamente determinata dal comune, mentre rimane un'autonomia residua sulla forchetta decisa dal Cantone sul prezzo del singolo sacco. L'introduzione del nuovo sistema metterà inoltre fine al turismo del sacco: "Non ci sarà più un travaso intercomunale dei rifiuti e i cittadini non dovranno più pagare per i rifiuti degli altri".
"Votare no non farà sparire la tassa sul sacco" ha concluso Zali. "L'eventuale accoglimento del referendum non avrà alcun effetto sui quei comuni che già oggi hanno la tassa sul sacco, che rimarrebbero perciò liberi di introdurre in futuro la tassa sul sacco su base locale".
Mggiori dettagli questa sera alle 18.45 su TeleTicino.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

