
È effettivamente legata alla cauzione a garanzia dell’edizione del Gran Premio di Formula E la spesa di 200'000 franchi a Consuntivo 2016 della Città di Lugano la cui fattura è stata trasmessa a inizio marzo 2016 dalla FIA Formula E per i costi amministrativi sostenuti, in particolare per la definizione del circuito di gara (vedi articoli suggeriti).
Nel luglio del 2015, ricordiamo, il Municipio aveva presentato la sottoscrizione di una cauzione di 200'000 franchi a garanzia dell’evento, una somma che, se il progetto non fosse andato in porto, sarebbe stata restituita”. Ma, come ci spiega il sindaco di Lugano Marco Borradori, ciò non è avvenuto, nonostante la mancata organizzazione dell’evento. “Quando siamo entrati in discussione con la FIA Formula E ci hanno detto che tutte le città che si erano candidate in precedenza avevano dovuto versare una cauzione. Nel caso in cui l’entrata in materia si fosse concretizzata, la FIA avrebbe fatturato tutte le spese vive sostenute per l’organizzazione iniziando a scalarle dalla cauzione”.
“Il primo accordo prevedeva l’adempimento da parte della città a diverse condizioni entro il mese di settembre. Dopo aver ottenuto la modifica della della Legge federale sulla circolazione stradale che vieta le gare di velocità in Svizzera abbiamo deciso che si poteva andare avanti, procedendo con l’omologazione della pista da parte degli ingegneri giunti appositamente a Lugano”.
“Se Lugano si fosse aggiudicata il Gran Premio, le spese si sarebbero computate sulla cauzione”, ci spiega Borradori. A questo punto la Città aveva ottenuto anche il nullaosta da parte dell’Ufficio federale delle strade (costato 45'000 franchi).
A fine novembre, come sappiamo, la città aveva però dovuto rinunciare. Ma il sindaco ci tiene a precisare che non si è trattato di spese impreviste: “Sono spese vive effettivamente sostenute e da noi verificate, questi costi li sapevamo sin da marzo 2016. Delusione? Sì, certo, ma per la mancata organizzazione del GP”. Un’occasione, rammenta, davvero unica la cui importanza è stata suffragata dalle candidature di successo di città quali Montreal, Hong Kong e New York, città che ora vedono svolgere un Gran Premio sul loro territorio. “Purtroppo non c’è stata un’adesione totale al progetto”.
Ma Marco Borradori non è d’accordo nel considerare il tutto un ‘un pugno di mosche da 200'000 franchi’: “Nell’importo in oggetto sono conteggiate le prestazioni degli ingegneri della FIA. Con questa spesa il tracciato è certificato, nell’eventualità che in futuro si volesse riproporre la candidatura. In cambio abbiamo ottenuto una modifica di legge storica (con un’eccezione per le vetture elettriche). Abbiamo un tracciato per la Formula E certificato e abbiamo allacciato rapporti stretti e importanti con i politecnici federali, la SUPSI e altri organismi che si occupano di energie alternative e innovative”.
E chissà che questa modifiche non possano in futuro aiutare anche Zurigo, magari per la stagione 2017-2018, una città che aveva già annunciato l’intenzione di collaborare con Lugano. “Certo, era una scommessa non facile da vincere - conclude Borradori – però a mio modo di vedere era giusto giocare fino in fondo la partita. È andata così, e me ne assumo in prima persona la responsabilità. Ma qualcosa di importante è rimasto".
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