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Ticino
"Non è un incitamento a delinquere?"
"Non è un incitamento a delinquere?"
"Non è un incitamento a delinquere?"
Redazione
11 anni fa
Il Guastafeste mette in discussione il gesto di Rachid Nekkaz, l'imprenditore che vuole pagare le multe ticinesi per il burqa

Giorgio Ghiringhelli, fautore dell'iniziativa che ha portato alla legge anti-burqa in Ticino, non era presente stamattina alla conferenza stampa a Locarno, durante la quale l'imprenditore franco-algerino Rachid Nekkaz ha annunciato che pagherà di tasca sua tutte le multe che verranno inflitte alle donne che indosseranno il burqa o niqab in Ticino una volta che entrerà in vigore la nuova legge sull'ordine pubblico. Ma il Guastafeste di Losone tiene comunque a sottolineare come il gesto di Nekkaz prenda in giro un'iniziativa votata dal popolo, ratificata dal Parlamento nazionale e approvata dal Gran Consiglio ticinese.

"È mai possibile che questo signore" si legge in un scritto inviatoci in redazione, "in nome della libertà di espressione, possa impunemente e pubblicamente promettere risarcimenti a chi infrange la legge in un paese che fra l'altro non è il suo, senza che nessun giornalista e nessun politico si chieda per caso non stia commettendo un reato di incitamento a delinquere?"

Poi il Ghiro azzarda una similitudine con l'inchiesta al cui centro era finito il compianto Giuliano Bignasca: "Perché la procura pubblica non apre d'ufficio un'inchiesta come fece con Giuliano Bignasca quando questi sul Mattino promise una taglia a chi gli portava un radar e venne condannato nel 2008 a pagare una multa di 6000 franchi per incitamento a commettere un reato? Non era libertà di espressione quella?"

Ghiringhelli pone quindi una domanda ai nostri lettori: "Se per caso qualche “interessante intellettuale” promettesse di pagare le multe inflitte agli automobilisti che passano con il rosso o superano i limiti di velocità nell’abitato, ciò sarebbe un reato oppure rientrerebbe nei limiti della libertà di espressione?"

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