
Aveva fatto discutere, nel maggio scorso, il caso del 33enne bosniaco residente nel Luganese, già dagli anni '90, cui il Gran Consiglio aveva negato il passaporto elvetico a causa di un eccesso di velocità. L'uomo era infatti stato condannato a 10 aliquote giornaliere sospese per tre anni, per aver circolato a 75 km/h dove vige il limite 50. E, malgrado il Comune gli avesse già concesso l'attinenza comunale, il Gran Consiglio decise di respingere la richiesta di cittadinanza, dopo che il Dipartimento delle Istituzioni aveva più volte chiesto all'uomo di desistere.
Ma l'aspirante svizzero non si è lasciato scoraggiare ed ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo cantonale. A suo dire la decisione del Gran Consiglio sarebbe stata lesiva del principio di proporzionalità. E i giudici del Tram gli hanno dato ragione, rimandando quindi la palla al Gran Consiglio affinché, una volta trascorso il periodo di prova della pena inflitta, "riattivi senza indugio la procedura di naturalizzazione."
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