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Ticino
Non è stato lui
Redazione
12 anni fa
La Polizia di Lugano ha eseguito le sue verifiche sul caso del rapper italiano che sostiene di aver lasciato "il segno" sui muri della Città

Il messaggio postato negli scorsi giorni sui social network dal rapper italiano El Cangri Snako sembrava essere chiaro. "Lasciamo il segno sui muri di Lugano!" scriveva il 33enne di Vigevano, postando un video che lo ritrae mentre finge di fregiarsi della paternità di un graffito luganese.

Però finge, appunto, perché in realtà quel graffito non l'ha fatto lui.

Ce lo conferma oggi la Polizia comunale di Lugano, a seguito delle verifiche svolte in questi giorni.

Il graffito in questione, che si trova nella zona della Foce, risale infatti allo scorso mese di giugno. Mentre il rapper italiano ha fatto visita alla Città in questi primi mesi di gennaio, momento in cui ha girato il breve video.

Non è ancora possibile escludere con certezza che il 33enne non abbia imbrattato altri muri cittadini. Ma di graffiti simili a quello della Foce su suolo comunale non ce ne sono e, allo stadio attuale, non risultano nuove scritte comparse in questo ultimo periodo.

La Polizia di Lugano ha in ogni caso redatto un rapporto all'indirizzo del Municipio, che dovrà decidere se sporgere denuncia o meno.

L'ipotesi è alquanto improbabile, visto che non esistono prove che possano incastrare il rapper, fatta salva la sua autoammissione che però sembra essere solo una provocazione.

Quel graffito avrebbe potuto sì essere immortalato dalla videosorveglianza, se la Città di Lugano non avesse bloccato la posa delle telecamere nella zona della Foce a causa delle note ristrettezze finanziarie. Al momento, e al contrario dei progetti relativi alla nuova Foce, quella zona resta priva di videosorveglianza.

Molto verosimilmente nessuno verrà quindi sanzionato per quel graffito. A meno che non emergano nuovi indizi nei prossimi tempi... Occhio ai social network.

AS

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