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Non è stato Bertini, bensì Bissone e Mendrisio
Non è stato Bertini, bensì Bissone e Mendrisio
Non è stato Bertini, bensì Bissone e Mendrisio
Redazione
9 anni fa
Gobbi puntava il dito contro il vicesindaco di Lugano sull'apertura agli agenti privati. Ma la realtà è diversa

Non è stato il vicesindaco di Lugano Michele Bertini a promuovere la petizione al Consiglio di Stato per chiedere di consentire anche agli agenti di sicurezza privati di emettere contravvenzioni in ambito stradale.

Lo si sarebbe potuto supporre in base a quanto scritto oggi su Facebook dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi (vedi articoli suggeriti), ma le carte dimostrano che a lanciare l'idea e a sottoporla agli altri gremi sono stati i municipi di Bissone e Mendrisio, nell'ottobre del 2016.

Gli esecutivi di Bissone e Mendrisio inviarono una lettera a tutti gli altri municipi del Cantone esponendo la loro volontà di trasmettere una petizione al Consiglio di Stato per chiedere la reintroduzione della possibilità per la Polizia comunale di ricevere le denunce di infrazioni rilevate dagli agenti di sicurezza privati.

"Naturalmente la petizione, per raggiungere l'obiettivo desiderato, deve essere sottoscritta da più comuni possibile, siamo quindi gentilmente a chiedervi se è vostra intenzione sostenere questa nostra iniziativa" si leggeva nella missiva congiunta dei municipi di Bissone e Mendrisio.

A rispondere positivamente furono in molti, tra cui anche il Municipio di Lugano, che nella sua seduta del 17 novembre 2016 decise di aderire alla petizione. Una decisione presa quindi dall'intero esecutivo e non solo dal capodicastero sicurezza Michele Bertini.

AS

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