
Non verranno chiusi, la notte, i valichi di confine non presidiati del Mendrisiotto.
Lo ha ribadito a chiare lettere la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf rispondendo all'appello di diversi comuni del Mendrisiotto, capitanati dal sindaco di Mendrisio, Carlo Croci.
Nella sua risposta, riportata oggi da La Regione, la consigliera federale sostiene che "il Governo è consapevole dell'elevato numero di furti e della criminalità transfrontaliera e prende molto seriamente la situazione, soprattutto per ciò che concerne l'area di confine."
Detto ciò, Widmer-Schlumpf ricorda che "la legislazione doganale non consente il blocco totale di strade pubbliche adibite al traffico motorizzato. Inoltre la misura sarebbe in contraddizione con le obbligazioni della Svizzera nel quadro dell'accordo di Schengen."
La consigliera federale, rispondendo alle preoccupazioni del Mendrisiotto, ribadisce che da gennaio 20 aspiranti Guardie di confine hanno iniziato la formazione di base, per entrare in servizio in Ticino nel 2015. Anno in cui altri 20 candidati cominceranno la preparazione. Più di così è difficile fare, anche perché il Consiglio federale dovrebbe risparmiare 300 milioni di franchi nelle spese per il personale.
In conclusione, Widmer-Schlumpf afferma che "la regola generale è quella di impiegare le risorse di personale disponibili in modo possibilmente ottimale, pertanto sia i Cantoni e i Comuni competenti, sia il Corpo delle guardie di confine devono rafforzare la sicurezza nell'area di confine con i mezzi a disposizione."
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