
“Siamo consapevoli del fatto che quando verrà data risposta a questa interpellanza, molto probabilmente la situazione sarà ben peggiore e magari questo e altri provvedimenti nel frattempo saranno stati presi”. Così Daniele Caverzasio (Lega) in un’interpellanza indirizzata al Consiglio di Stato.
La situazione che si è venuta a creare in Ticino a causa del Coronavirus è “delicata e preoccupante”. Negli ultimi giorni, spiega Caverzasio, i casi di coronavirus in Ticino sono aumentati esponenzialmente. E – prosegue – “la vicinanza con la Regione Lombardia non aiuta, come pure l’afflusso giornaliero di ben 70mila frontalieri provenienti dalle zone rosse, e tra questi molti docenti.
Le considerazioni a riguardo “si sprecano”. Lo ricordiamo, il presidente dell’Ordine dei Medici ticinesi Franco Denti recentemente ha esortato a mezzo stampa i cittadini a restare a casa, ribadendo l’importanza di chiudere gli istituti scolastici ticinesi. Il virologo Christian Garzoni, che fa parte del Gruppo operativo Coronavirus ha sottolineato che per contenere l’epidemia bisogna tenere il più possibile le persone separate. Infine, il professore Andreas Cerny, direttore dell’Epatocentro Ticino ha ribadito senza se e senza ma che in Ticino vanno chiuse subito tutte le scuole.
“Per tutti e tre i medici, aspettare ulteriormente la chiusura degli istituti significherebbe cancellare il vantaggio di poter attenuare l’epidemia che si sta creando”. Le autorità cantonali, spiega, “giustificano il loro non agire invocando la proporzionalità”.
Le domande al Consiglio di Stato
1) Non ritiene opportuno chiudere immediatamente tutte le scuole ticinesi ?
2) È fattibile l’attivazione di un sostegno alle famiglie che dovranno rinunciare a lavorare per stare a casa con i propri figli (anche parziale) ?
3) È già oggi possibile l’attivazione di un programma di scuola a distanza ?
4) Se, come auspichiamo, verrà introdotta tale misura, quali potrebbero essere le modalità di recupero delle lezioni perse ?
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