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Ticino
"Non è malato, è così"
Redazione
12 anni fa
Stamattina parla l'esperta che ha stilato la perizia psichiatica del 35enne pedofilo. "Non lo si può curare, ma gli si può insegnare qualcosa"

Si è aperto stamattina alle 9.30 alle Assise criminali di Lugano il secondo giorno del processo sul più grave caso di pedofilia mai emerso in Ticino, che vede alla sbarra un 35enne del Bellinzonese, accusato di 912 atti sessuali con bambine, e una prostituta colombiana che in quattro occasioni ha partecipato agli abusi, dietro compenso.

Dopo la terribile giornata di ieri, durante la quale sono state ripercorse punto per punto le 18 pagine dell'atto d'accusa stilato dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli, oggi ad esprimersi è la dottoressa Alessandra Canuto, l'esperta che ha stilato la perizia psichiatrica nei confronti dell'uomo.

"L'imputato ha una grave personalità psicopatica, un grave disturbo della personalità di tipo dissociale" ha dichiarato in aula la dottoressa. "Non è una malattia mentale, è una condizione permanente. Insomma, il tizio è così perché è così."

"L'imputato sapeva che quello che stava commettendo erano atti illeciti e avrebbe potuto non farlo" ha aggiunto l'esperta. "Usa il termine 'rimorso di coscienza' ma non lo prova".

La perita, come già scritto nel suo rapporto, eslcude qualsiasi tipo di trattamento psichiatrico: "Non è curabile".

Ha inoltre sottolineato l'elevato rischio di recidiva, ciò che potrebbe portare al primo internamento a vita mai deciso nel nostro Cantone.

"Non lo si può curare" ha dichiarato la dottoressa, "ma gli si può insegnare qualcosina. E come, per esempio, per una persona che non ha talento artistico: gli si può insegnare a disegnare, ma non potrà fare grandi cose. Quando sarà rinchiuso non potrà soddisfare i suoi bisogni in maniera immediata, quindi dovrà imparare altre strategie per fargli fronte."

Seguono aggiornamenti.

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