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Il processo
“Non è la terrorista perfetta? È questo il terrorismo che ci deve preoccupare”
©RescueMedia
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Filippo Suessli
4 anni fa
Nell’ultima mattinata del processo per l’attacco alla Manor, le parti si sono scontrate sulle definizioni di terrorismo.

“La difesa ha cercato di paragonare gli attacchi del Bataclan di Parigi e quello della Manor. Non sono paragonabili. Sappiamo che l'imputata non rispecchia il modello del terrorista perfetto. Ma il terrorismo autonomo che abbiamo visto a Lugano è il terrorismo di cui ci dobbiamo preoccupare in Svizzera e di cui si preoccupa le autorità”. La procuratrice federale Elisabetta Tizzoni, nella sua replica alla difesa, ha voluto ridare vigore al movente estremista dell’attacco del 24 novembre 2020 alla Manor di Lugano, quando una 29enne, oggi a processo, accoltellò due donne invocando lo Stato islamico.

Le ultime parole dell'imputata

L'imputata, invece, ha sfruttato la possibilità di pronunciare le ultime parole per leggere la prima sura del Corano e ringraziato tutti per questi giorni di processo: "Vi ringrazio per questi giorni che son passati, anche gli avvocati, mi spiace che è dovuto durare così a lungo, ma tutto sta nella vostra decisione".

La frase "Allah U Akbar"

La difesa, sostenuta dagli avvocati Daniele Iuliucci e Simone Creazzo, ieri aveva negato che la donna, colpendo la prima vittima con un coltello da pane, abbia pronunciato la frase “Allah U Akbar”. Secondo i difensori quello sarebbe un falso ricordo nato nella mente della vittima solo nelle ore successive ai fatti attraverso la stampa e alle parole dei parenti. “La stavano operando per salvarle la vita”, ha detto Tizzoni, “è improbabile che leggesse la stampa”.

"Autorità imparziali"

La difesa ieri aveva anche accusato le autorità federali e cantonali di aver tenuto un comportamento improvvido a ridosso dell’accoltellamento. In particolare puntando il dito contro un Tweet della Polizia federale, in cui si spiegava che già nel 2017 l’imputata era stata interessata da un’inchiesta del Ministero pubblico della Confederazione proprio per vicinanza all’islam estremista. “La polizia federale ha sempre parlato di presumibile terrorismo e si è limitata a dire che l’imputata era stata interessata da attenzioni dell’intelligence”, ha ribattuto Tizzoni. “Le autorità hanno sempre lavorato con la massima imparzialità a carico e a scarico dell’imputata”, ha aggiunto. La difesa, che nella sua duplica si è limitata a confermare la sua tesi, su questo tema ha sottolineato come Twitter non sia il canale di comunicazione adatto per diffondere informazioni ufficiali di questo tipo.

"Le manca solo il passaporto da terrorista"

L'avvocato Daniele Iuliucci, nell'ultima parte del suo intervento, ha poi raccontato le difficoltà delle persone che soffrono di schizofrenia e dei loro famigliari. "Vedono e sentono cose che non esistono, ma per loro sono la realtà", ha detto. E parlando della sua cliente, convinta che sia una terrorista, ha detto: "Ora manca solo che la corte la giudichi una terrorista, manca solo che le venga dato il passaporto da terrorista".