
Ha fatto decisamente rumore lo sfogo via social dello stilista Philipp Plein, che ieri sera è stato richiamato dall'Ufficio del Lavoro, con tanto di intimazione di abbandonare immediatamente l'ufficio assieme ai suoi collaboratori (vedi articolo suggerito).
Soprattutto perché le segnalazioni per lavoro notturno e mancato rispetto degli orari di riposo non sono poche. “Che Philipp Plein faccia queste uscite è un autogol, è da mesi che ha avuto diversi controlli per lavoro notturno”, ci spiega il sindacalista OCST Alberto Trevisan. "Il nostro sindacato ha ricevuto diverse segnalazioni da parte dei dipendenti".
“Lui è molto libero nel lavoro notturno. Specie ora che deve preparare le nuove collezioni lavora fino a notte fonda e i collaboratori staccano quando è stanco lui, per poi riprendere a lavorare il mattino dopo. Chiunque passa per strada anche a tarda ora può vedere le luci dei suoi uffici accese”. Facile comprendere, dunque, come le segnalazioni all’Ispettorato del lavoro non siano state un unicum.
“Ieri l’abbiamo segnalato noi dell’OCST, così come in altre occasioni. Veramente non comprendiamo il suo attacco alle autorità via Instagram - prosegue Trevisan - Riteniamo che l’Ispettorato del lavoro abbia agito correttamente e con professionalità, intervenendo solo dopo i necessari accertamenti. Se veramente Plein stava solo mangiando una pizza l’ispettore intervenuto gli avrebbe semplicemente augurato buona serata e la questione sarebbe finita lì. Visto che gli ha chiesto di interrompere il lavoro probabilmente c’era dell’altro”.
“Se veramente non ha fatto nulla si chiarisca direttamente con l’Ufficio dell'ispettorato del lavoro – conclude Trevisan - Se ha commesso delle violazioni ne pagherà le conseguenze, esattamente come un comune cittadino che viene multato, ad esempio, per eccesso di velocità. Dal suo sfogo sembra che il suo messaggio sia ‘Visto che pago posso fare quello che voglio’: un atteggiamento inammissibile”.
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