
"La nuova procedura di annuncio dei posti vacanti agli Uffici regionali di collocamento (URC) presentata dal Dipartimento delle finanze e dell'economia (DFE) che entrerà in vigore il prossimo 1° luglio, non avrà alcun impatto positivo sulla situazione del mercato del lavoro ticinese". A ribadirlo è il sindacato Unia, che in una nota contesta i criteri per stabilire l'obbligo dei datori di lavoro e l'assenza di riferimenti alla questione salariale.
La nuova procedura, elaborata allo scopo di concretizzare la Legge federale di applicazione dell'iniziativa “contro l'immigrazione di massa” (la cosiddetta "preferenza indigena light”) è per il sindacato "solo un insieme di misure inefficaci o scarsamente efficaci".
Unia sottolinea in particolare tre punti critici:
"Stabilire che i datori di lavoro saranno tenuti ad annunciare agli URC dei posti vacanti solo se questi riguardano professioni con un tasso medio nazionale di disoccupazione pari o superiore all’8% (al 5% a partire dal 2020), significa non tenere conto della realtà e delle specificità del Ticino. Sarebbe infatti opportuno considerare i dati cantonali, calcolandoli secondo i parametri stabiliti dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), cioè tenendo conto di tutte le persone senza impiego e non solo di quelle che sono iscritte agli URC, considerato dalle statistiche ufficiali della Segreteria di Stato dell’economia (SECO)".
"Vietando per soli 5 giorni ai datori di lavoro la pubblicazione di posti vacanti soggetti all'obbligo di annuncio, si concede un vantaggio troppo limitato alle persone in cerca d'impiego, il che indebolisce ulteriormente l'impatto della procedura".
"L'assenza di un sistema sanzionatorio fa il resto per rendere la nuova procedura un puro esercizio di cosmesi".
Secondo Unia per correggere le gravi distorsioni e combattere gli abusi che si registrano nel mondo del lavoro è necessario intervenire sul fronte legislativo per garantire salari digniosi che permettano ai lavoratori di vivere sul territorio ticinese, nonché migliorare la protezione dei lavoratori dal licenziamento. Sarebbe poi necessario, aggiunge il sindacato, intensificare i controlli sui luoghi di lavoro e inasprire le sanzioni, nonché considerare maggiormente la questione salariale.
Unia Ticino auspica pertanto che il Consiglio di Stato inserisca tra le norme della procedura di annuncio agli URC l’obbligo per le aziende di indicare il salario previsto per il posto vacante in questione. "Senza questa informazione non sarebbe infatti possibile valutare la validità dell’offerta" conclude il sindacato.
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