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Ticino
"Non è cosi che si combatte il dumping"
"Non è cosi che si combatte il dumping"
"Non è cosi che si combatte il dumping"
Redazione
10 anni fa
UNIA sul piede di guerra contro la Commissione tripartita: "Avete promesso 24 ispettori, ne date solo 9"

"Ecco come il Ticino si occupa degli abusi sul mercato del lavoro". Con questo titolo il sindacato UNIA denuncia in una nota il modo d'agire della Comissione tripartita in materia di libera circolazione (vedi articolo suggerito), riunitasi stamane a Bellinzona per discutere del potenziamento dell'Ufficio dell'ispettorato del lavoro (UIL) e dell’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro (USML).

"Avevano promesso 24 nuovi ispettori durante la campagna referendaria, a tre mesi dal voto ne concedono solo 9" accusa UNIA. 

"Contrariamente alle promesse fatte ai cittadini alla vigilia della votazione sull'iniziativa “Basta con il dumping salariale in Ticino”, stando alle quali il relativo controprogetto elaborato dal Gran Consiglio (e approvato dal popolo il 25 settembre scorso) avrebbe garantito un sensibile potenziamento delle autorità di controllo cantonali, si va verso una soluzione minimalista, assolutamente insufficiente per fronteggiare le illegalità di varia natura che si registrano nel mercato del lavoro cantonale" commenta il sindacato.

Unia stigmatizza questo modo di agire che, "oltre a ledere la volontà popolare, è indicatore di una scarsa volontà di combattere il dilagante fenomeno del dumping salariale, così come le conseguenti distorsioni del mercato del lavoro e le tensioni sociali ad esso connesse".

Di fronte ai problemi sul mercato del lavoro e tenuto conto del voto espresso dai ticinesi, "che solo di misura hanno preferito il controprogetto all'iniziativa del Movimento per il socialismo" sostenuto anche da unia, il sindacato auspica una maggiore serietà e senso di responsabilità. "Soprattutto da parte di quei soggetti che hanno il mandato istituzionale di proporre misure atte a combattere gli abusi sul mercato de lavoro".

Il sindacato si aspetta ora dal Dipartimento cantonale dell’economia un monitoraggio costante della situazione e, in tempi brevi, un ulteriore aumento del numero degli ispettori, "così come deciso dal popolo".

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