
"L’obiettivo dell’investimento da 47 milioni per la digitalizzazione nelle scuole – scrive il PLR in una nota - è chiaro e condivisibile per permettere l’adeguamento della tecnologia e dei sistemi informatici e per garantire un insegnamento di qualità in tutte le scuole cantonali. Anche se si tratta solo di un primo credito, che fa parte di un più ampio investimento di 75 milioni di franchi su dieci anni, non è sufficiente.”
“Per garantire lezioni innovative e una vera e propria educazione digitale - continua il PLR - occorre considerare l’utilizzo degli strumenti multimediali sia da parte del formatore, sia da parte dell’allievo. Non bisogna infatti perdere di vista il fatto che fra gli obiettivi fondamentali della scuola vi è anche quello di preparare al meglio bambini e adolescenti al mondo digitale, educando in sostanza all’uso consapevole della tecnologia. Il miglioramento dell’infrastruttura deve dunque accompagnarsi in primis da un approfondimento pedagogico e educativo e in seconda battuta dalla formazione dei docenti stessi.
Secondo il vicepresidente e deputato del PLR Nicola Pini “oggi parliamo di scuole cantonali, non entrando nel merito di quelli comunali. E questo nonostante il fatto che si trovano degli allievi che già alla fine della scuola dell’infanzia cercano il digitale. Scuole che, in questo senso, sono squilibrate dal profilo delle risorse e che forse andrebbero sostenute e incentravate tramite una politica cantonale per favorire lo sviluppo infrastrutturale. Il tutto naturalmente in collaborazione con Comuni e Direzioni scolastiche”.
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