
Un comitato civico indipendente dai partiti ha lanciato oggi a Lugano un referendum contro la revisione della legge militare - approvata dal Parlamento il 18 marzo 2016 - per consentire ai cittadini di esprimersi sul proprio esercito di milizia.
Secondo i promotori del referendum la nuova legge militare (nota anche come "ulteriore sviluppo dell'esercito") non mantiene ciò che promette e implica la soppressione dell’unica brigata ticinese. "Invece di un ulteriore sviluppo, avverrà un'ulteriore riduzione dell'esercito" afferma Martin Fricker, membro del comitato civico. "L'unica brigata di fanteria ticinese, ad esempio, viene sacrificata sull’altare della smania di riduzione che anima i politici. In futuro i militari ticinesi saranno ripartiti tra i pochi battaglioni che rimarranno".
Secondo i referendisti, inoltre, i miglioramenti previsti dal progetto – richiesti da lungo tempo e non contestati – non impongono assolutamente alcuna modifica della legislazione per quanto riguarda l’istruzione (quadri), l’equipaggiamento (completezza) e la prontezza (mobilitazione) dell’esercito.
Per il comitato civico la revisione della legge militare comporta quindi "un pericoloso indebolimento della sicurezza svizzera" e deve pertanto essere combattuta mediante un referendum.
„Siamo dell’opinione che le cittadine e i cittadini svizzeri non dovrebbero essere chiamati soltanto a votare sulla vignetta autostradale o sulla tassa della Billag, ma che essi devono potersi esprimere anche sulla politica di sicurezza del nostro Paese" afferma Willi Vollenweider, altro membro del comitato civico. "Con il referendum consentiremo al popolo svizzero di decidere se il suo esercito di milizia debba essere dimezzato.“
Il comitato intende raccogliere le 50mila firme necessarie entro la fine di giugno 2016, termine ultimo per consegnare il referendum. Maggiori informazioni si possono trovare sul sito www.esercito-dimezzato-no.ch
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