
“Non possono dimettersi”, questa, in sostanza, la posizione del gruppo PPD, intenzionato a respingere i tre messaggi con cui il Municipio della nuova Bellinzona propone al Consiglio comunale di accettare le rinunce ad assumere la carica presentate dall'ex vicesindaco Felice Zanetti (PLR) e, soprattutto, dai due rappresentanti del Movimento per il socialismo, Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini (vedi articoli suggeriti).
"Le dimissioni devono basarsi su solide motivazioni – ha spiegato a La Regione il capogruppo PPD Ivan Ambrosini - Quelle addotte da Sergi e Pronzini sono dei semplici calcoli aritmetici a fini elettorali." La posizione del Gruppo popolare democratico è condivisa anche dal verde Ronnie David e dalla capogruppo Lega-UDC-Noce-Indipendenti Lelia Guscio. Una vera e propria “alleanza” per… mantenere i due consiglieri comunali MPS al loro posto. Ma com’è facile capire, non si tratta di un attestato di stima.
Abbiamo quindi contattato Giuseppe Sergi per un commento. “Evidentemente c’è gente che predica bene e razzola male. Si parla tanto di coinvolgere le donne in politica, ma quando si tratta di tradurre le parole in atti concreti per favorirle riemergono le solite posizioni tradizionali”.
“Noi vogliamo spezzare questo meccanismo di autoriproduzione che vede l’uomo sempre eletto. Questa è una presa di posizione non contro di noi ma contro le donne”.
“Questo è un sistema che si autoriproduce e servono gesti di rottura - prosegue Sergi - Se fossero subentrati due giovani tutti avrebbero inneggiato al cambiamento e a chi lascia il posto a forze fresche. Visto che si parla di due donne attive e combattive la cosa dà fastidio”. Per Sergi, dunque, il ruolo della donna continua a essere visto come “subalterno”. Un visione discriminatoria “che riassume il conservatorismo ancora presente in Ticino”.
“Tra i più attivi contro di coi c’è il PPD: la cosa non ci sorprende visto che si trovano confrontati con qualcuno che deve lasciare il proprio posto per quanto fatto (il consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, ndr). Noi continuiamo a invocare un suo passo indietro – visto che il suo comportamento è stato condannato da tutti – e non ci stupisce che il PPD sia arrabbiato con noi: vi vogliono rendere pan per focaccia”. L’MPS saluta però favorevolmente questo dibattito “sul ruolo della donna, sul valore delle istituzioni e sul meccanismo elettorale” come un’occasione per discutere apertamente.
Infine, una risposta a chi parla di “presa in giro per gli elettori”, che hanno votato Pronzini e Sergi e verranno rappresentati da Angelica Lepori e Monica Soldini: “Invito tutti coloro che hanno visto i manifesti elettorali a guardare i nostri. Quelli del MPS recano la riproduzione di una manifestazione, ovvero una visione collettiva e non personalizzata della politica. Chi ha votato per noi lo ha fatto per le idee e per le campagne che l’MPOS ha portato avanti. Io e Pronzini ne siamo stati i portavoce e la gente si può essere identificata con i nostri volti ma il nostro è un Movimento in cui c’è assoluta coincidenza tra persone e programma. Contrariamente agli altri partiti dove vige una dimensione personalizzata con al centro anche interessi personali”.
“Noi siamo contrari alla personificazione della politica – conclude Sergi – Sarà un bel dibattito”.
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