
I contagi in Ticino continuano a salire. Da Berna oggi è stato annunciato che l’esercito è pronto per intervenire in aiuto al Cantone, come già avvenuto in primavera. Inoltre, l’Ufficio federale di sanità pubblica ha spiegato che il numero di nuove infezioni conosce una stabilizzazione a un livello troppo elevato e, infatti, la situazione è insostenibile. Per comprendere meglio l’andamento epidemiologico in Ticino e le ripercussioni sul sistema sanitario Paolo Ferrari, capo area medica dell’EOC, è intervenuto in diretta a Ticinonews su Teleticino.
Come considera la situazione attuale?
“Il netto dei ricoveri nelle strutture acute dobbiamo dire che si stanno stabilizzando e subiscono anche una leggera flessione. Negli ultimi cinque giorni i ricoveri netti sono stati di 13 pazienti al giorno mentre i giorni precedenti di 18. Ma comunque siamo di fronte a una crescita graduale che sta riempiendo i reparti”.
In previsione dei prossimi giorni quando avremo una situazione?
“Per l’EOC. Ora abbiamo 23 letti Covid di cure intense e sono stati occupati da 14-16 pazienti, nei reparti di cura abbiamo 140 letti acuti occupati all’80%, e 79 letti subacuti occupati al 50%. La nostra capacità sarà sollecitata rapidamente se verrà raggiunto il limite dalla Clinica Luganese Moncucco”.
Se ci sono pazienti c’è bisogno di personale. Come stanno le cose?
“C’è bisogno delle persone qualificate che sappiano accudire i pazienti. Per ora il numero del personale sanitario è buono e sufficiente, a ottobre diversi collaboratori erano in quarantena, con un tasso del 5% assente”.
Come fare affinché il virus non entri negli ospedali?
“Negli ospedali ci sappiamo proteggere, abbiamo personale educato a far fronte a queste pandemie con le precedenti epidemie di influenze o le altre malattie. Chiaramente ora siamo di fronte a una malattia differente e il rischio che venga portato dall’esterno aumenta. Ci sono dei reparti più a rischio dove abbiamo pazienti che non riescono a seguire le misure di contenimento perché hanno disturbi cognitivi, per esempio, e questa necessità un aumentata cautela da parte del personale”.
Rispetto a tutte le altre malattie. Come siamo messi?
“Io mi sono messo tre obiettivi. Il primo di sostenere il potenziamento del dispositivo Covid ma non possiamo dimenticarci i pazienti non Covid. Non ci sono pazienti di seria A o di serie B, dobbiamo infatti garantire le cure appropriate, dobbiamo assicurare che tutti abbiano le cure necessarie e distribuire queste risorse in modo equilibrato”.
Come è cambiato il modo di curare questa malattia rispetto alla prima ondata?
“Questo è un aspetto importante. In poco più di sei mesi abbiamo informazioni in più, ci sono due medicamenti. Uno è l’anticoagulazione e l’altro è il cortisone”.
Sul vaccino. Che cosa ne pensa, è fiducioso?
“Sono fiducioso che un vaccino entro la fine dell’anno prossimo sarà disponibile”.
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