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"Non ci si mette a disposizione se non si ha fiducia"
"Non ci si mette a disposizione se non si ha fiducia"
"Non ci si mette a disposizione se non si ha fiducia"
Redazione
10 anni fa
INTERVISTA a Andrea Bersani, rivale di Mario Branda alla poltrona di sindaco di Bellinzona

Seconda puntata del giro di interviste ai candidati al Municipio di Bellinzona. Dopo l'intervista all'attuale sindaco della 'Vecchia Bellinzona' Mario Branda (vedi articolo suggerito) oggi abbiamo fatto una chiacchierata con uno dei suoi principali sfidanti, il liberale radicale e sindaco di Giubiasco Andrea Bersani

Per la poltrona di sindaco si prospetta una corsa a due tra lei e Mario Branda. Concorda con i ‘bookmakers’?"Decideranno gli elettori. Per ora l’unico dato certo è che faccio parte di una lista forte, ovvero quella proposta dal PLR, all’interno della quale saremo tutti chiamati a fare del nostro meglio. Poi, in base ai risultati del primo turno, si vedrà".

Fiducioso di potersela giocare?"Non ci si mette mai a disposizione se non si ha fiducia".

È soddisfatto della sua esperienza da sindaco di Giubiasco? Cosa pensa di potere portare nel nuovo Esecutivo?"Sì sono molto soddisfatto. Abbiamo messo in cantiere diverse opere importanti, senza dimenticare i proficui rapporti di reciproca fiducia tra il Municipio e il Consiglio comunale, che hanno permesso di lavorare bene. Nel nuovo Municipio, se eletto, spero di portare entusiasmo e spirito di collaborazione".

Una delle sfide per la Nuova Bellinzona sarà quella di evitare che i cittadini dei vecchi Comuni si possano sentire esclusi dalle scelte cittadine. Come dovrà comportarsi la nuova amministrazione?"Il progetto aggregativo prevede le commissioni di quartiere, le quali, a livello amministrativo, saranno supportate anche da funzionari del Comune. Lo scopo è proprio quello di garantire il coinvolgimento dei cittadini e scongiurare questa preoccupazione. Non dimentichiamo che questa è un’aggregazione nata in prima fase dalla periferia e che l’attenzione verso le preoccupazioni di chi teme un’eccessiva centralizzazione sono sempre state in cima alle priorità del progetto di Nuova Bellinzona. In ogni quartiere sarà inoltre presente almeno uno sportello".

Che insegnamenti può trarre Bellinzona dall’aggregazione della Grande Lugano?"Sono due progetti impostati in modo diverso. Un punto importante, come detto, sarà l’attenzione per i quartieri. Più in generale, e penso qui alla gestione della macchina amministrativa, qui non si è voluto fare il passo più lungo della gamba. Questa non è un’aggregazione pensata per abbassare il moltiplicatore o per garantire servizi che non si potranno mantenere, ma un progetto con i piedi per terra, secondo le capacità finanziarie di questo agglomerato, che non sono certo infinite".

Un tasto dolente per Bellinzona è quello delle attività diurne e serali nel centro cittadino. Quale sarà la strada da percorrere?"Talvolta è difficile concordare gli interessi delle varie parti in gioco. Si tratterà di sapersi muovere correttamente all’interno del quadro giuridico vigente, oltretutto limitato, per quanto concerne il Centro storico, dai vincoli imposti dal Tribunale Cantonale Amministrativo, almeno fino a quanto non ci fosse una base legale diversa. L’organizzazione di eventi non deve tuttavia essere esclusa e vi sono oltretutto siti, come ad esempio in Piazza Grande a Giubiasco, che già oggi si prestano particolarmente bene a determinate proposte".

Nuova linfa al centro cittadino potrebbe però aiutare anche i commerci…"Certo. In questo senso è fondamentale anche una sempre collaborazione tra il Comune e i commercianti. Da un lato deve esserci al disponibilità delle istituzioni all’ascolto, mentre che dall’altro è lecito attendersi iniziative e nuove idee anche da parte dei commercianti stessi. Con gli ultimi investimenti in centro città ci sono le premesse per un salotto ricreativo e commerciale molto attrattivo. Ci vorrà tempo ma sono convinto che la situazione, grazie anche ad AlpTransit, muterà in meglio, da questo punto di vista".

Un’ultima domanda: se non venisse eletto Sindaco, collaborerebbe anche come municipale?"Certo ci mancherebbe. È la popolazione che deciderà e rispettare la volontà popolare è una questione di rispetto. Farò quello che i cittadini riterranno giusto debba fare".

Nico Nonella

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