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Ticino
"Non ci è arrivata nessuna lettera"
"Non ci è arrivata nessuna lettera"
"Non ci è arrivata nessuna lettera"
Redazione
11 anni fa
Il segretario della Regio Insubrica Giampiero Gianella conferma che i versamenti italiani non sono ancora arrivati. Ma sul presunto diktat di Maroni...

"A noi non risulta nessuna lettera".

Così reagisce il segretario della Regio Insubrica, Giampiero Gianella, quando gli chiediamo una presa di posizione sulle condizioni che sarebbero state poste dalla Regione Lombardia per il versamento delle quote dovute.

"Magari potrebbe arrivare nei prossimi giorni, ma ho verificato ancora stamattina a Mezzana e posso confermare che non ci è giunta alcuna lettera dalla Regione Lombardia" rimarca Gianella.

Nessun diktat, quindi. Ma è vero che, timidamente, sia da parte lombarda che da parte piemontese sono già giunte alcune avvisaglie. "Lo scorso 7 settembre abbiamo avuto un incontro con un funzionario dell'ufficio di presidenza di Roberto Maroni e con l'osservatore presso la Regio della Regione Piemonte" spiega Gianella. "In quell'occasione abbiamo preso atto delle possibili proposte formulate dalla Regione Lombardia per una modifica statutaria."

"Abbiamo preso atto di quelle che potrebbero essere le intenzioni, ma attendiamo che siano formalizzate" precisa il cancelliere di Stato.

Ma la Regio Insubrica sarebbe disposta ad accettare le condizioni della Regione Lombardia, qualora queste venissero formalizzate? "Sul principio dell'entrata delle regioni nella Regio Insubrica tramite la presa a carico delle quote delle province, chiaramente si dovrà tenere conto di questa disponibilità" risponde Gianella. "Ma chiaramente bisogna capire anche la posizione delle province, che potrebbero accettare l'entrata delle regioni ma che vogliono continuare a svolgere un proprio ruolo."

Gianella ci conferma poi che i versamenti promessi a gennaio da Maroni non sono ancora arrivati. "Noi abbiamo insistito sulla necessità di poter disporre di queste quote, ma ci è stato detto che il ritardo è dovuto a una procedura che la Regione Lombardia deve ossequiare" afferma Gianella, il quale ammette di non essere purtroppo in grado di prevedere se e quando questi versamenti saranno effettuati.

La Regio Insubrica non versa comunque in gravi problemi finanziari. I soldi del Canton Ticino e della Città di Lugano, così come di altri enti italiani coinvolti nell'organismo, sono arrivati e con quelli si porta avanti la gestione corrente. "Chiaramente siamo però frenati dal punto di vista progettuale, a causa di questa incertezza" sottolinea.

Qualcosa potrebbe sbloccarsi il prossimo 25 settembre, quando si terrà l'assemblea, rimandata, per chiudere i conti dell'anno scorso. Saranno presenti i rappresentanti delle province e delle regioni italiane e sarà sicuramente l'occasione per discutere tutti insieme dell'aggiornamento degli statuti della Regio Insubrica.

AS

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