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Ticino
"Non chiudeteci le dogane"
"Non chiudeteci le dogane"
"Non chiudeteci le dogane"
Redazione
11 anni fa
L'AITI contesta le misure di risparmio della Confederazione sulle dogane commerciali: "Sono essenziali"

L’Associazione industrie ticinesi (AITI) esprime preoccupazione per la possibile chiusura di valichi doganali commerciali in Ticino a seguito dell’esercizio di risparmio della Confederazione.

"La situazione denota un’insufficiente attenzione nei confronti del cantone Ticino e delle esigenze della sua economia" si legge in un comunicato odierno. "Il presidente AITI e consigliere nazionale Fabio Regazzi solleciterà a breve termine il Consiglio federale sulla chiusura delle dogane commerciali, auspicando il sostegno di tutta la deputazione ticinese alle Camere federali."

"Le dogane commerciali sono un elemento essenziale per le imprese esportatrici e la possibile chiusura di valichi doganali è tale da arrecare un danno a molte imprese attive nell’economia ticinese, che sarebbero costrette a svolgere le operazioni doganali altrove e più lontano dalle proprie sedi, con costi aggiuntivi considerevoli. Ciò è ancor più grave in una situazione congiunturale molto difficile e peggiorare le condizioni quadro delle imprese appare fatto incomprensibile."

"Le misure di risparmio, contemplate nel programma di stabilizzazione 2017-2019 della Confederazione e oggetto di una procedura di consultazione sino al 18 marzo 2016, con la conseguente chiusura di dogane commerciali – saranno chiusi 12 valichi doganali in Svizzera, fra cui almeno 1 in Ticino – dovranno essere approvate dalle Camere federali" prosegue il comunicato. " L’AITI invita la deputazione ticinese alle Camere federali – attivandosi in particolare nei rispettivi gruppi parlamentari – e il Consiglio di Stato del cantone Ticino a fare il possibile per salvaguardare le prerogative dell’economia cantonale."

"Già nel 2010 l’AITI e le altre organizzazioni economiche sono intervenute presso l’Amministrazione federale delle dogane con il sostegno della deputazione ticinese a Berna e il Governo cantonale per denunciare la costante riduzione del personale del servizio civile delle dogane in Ticino" si legge ancora nel comunicato. "Ricordiamo a questo proposito che già nel periodo 2004-2008 erano stati soppressi 37 posti di lavoro in Ticino e ulteriori tagli sono stati effettuati negli anni successivi. Questa situazione appare in stridente contrasto con la costante crescita negli anni dei compiti e dei controlli che le dogane commerciali devono effettuare nell’ambito del mandato di prestazione della Confederazione."

"Su un piano generale l’AITI non può fare a meno di rimarcare che da parecchi anni a questa parte è completamente assente un italofono ai vertici della direzione generale delle dogane a Berna, oggi composta da soli funzionari svizzero tedeschi" prosegue il comunicato. "Ci domandiamo se questa situazione permetta alle dogane svizzere di considerare pienamente le prerogative del Ticino e della sua economia, particolarmente nei momenti di ristrutturazioni e risparmi. La dogana commerciale, a torto, sembra essere considerata il “parente povero” della dogana svizzera, ma essa svolge una funzione essenziale per le imprese soprattutto esportatrici."

"Con il sostegno di AITI" conclude il comunicato, "diverse aziende ticinesi si stanno mobilitando per evitare che le misure di risparmio che toccano le dogane commerciali abbiano degli effetti oltremodo negativi nei loro confronti."

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