
“La chiusura dei valichi secondari? Il territorio sarà meno protetto e meno sicuro.” A dirlo non sono i politici a Berna, ma il consigliere provinciale delegato alla Regio Insubrica Mirko Baruffini, intervistato oggi dal quotidiano La Provincia di Como.
A dispetto di quanto deciso lunedì scorso dal Consiglio degli Stati, per Baruffini la chiusura di valichi secondari come quelli di Pedrinate, di Ronago e di Ponte Faloppia non sarebbe una strategia pagante contro la criminalità transfrontaliera. “L’apertura totale dei cancelli doganali ha consentito di spostare in retrovalico i militari della Guardia di Finanza e gli agenti della Polizia di frontiera. Sono state recuperate risorse mobili, importanti, per il controllo del territorio giorno e notte”.
La direzione presa dalle Camere federali è comunque chiara: si chiudano quei cancelli. Uno scenario futuro che preoccupa il politico lombardo che porterà al tavolo della Regio Insubrica le sue valutazioni: “Se i cancelli verrano di nuovo chiusi si profila il rischio che non più vengano più disposte pattuglie notturne dalle nostre parti. È un rischio che non possiamo correre.”
Non è la prima volta che nei comuni italiani della fascia di confine la proposta di chiudere i valichi secondari genera malcontento (cfr. articoli allegati).
Nel frattempo le Guardie di Confine hanno consegnato alla Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf il tanto atteso rapporto sulla fattibilità della chiusura di questi valichi (in totale una decina nel Sottoceneri), ma per una sua attuazione bisognerà aspettare a lungo. Alcuni aspetti relativi alla gestione di questi valichi e, non da ultimo, a che tipo di cancelli utilizzare, necessitano di maggiori approfondimenti fra le parti coinvolte.
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