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Ticino
"Non c'era motivo di portare Matteo C. in centrale"
"Non c'era motivo di portare Matteo C. in centrale"
"Non c'era motivo di portare Matteo C. in centrale"
Redazione
9 anni fa
Ecco perché il 36enne è stato lasciato a Varenzo. Intanto spunta una testimonianza: "Già due sere prima..."

Come mai la Polizia cantonale ha lasciato il 36enne Matteo C. a Varenzo invece di portarlo in centrale? L'interrogativo è sorto dopo la rivelazione del Corriere del Ticino di oggi sui momenti che hanno preceduto il tragico incidente avvenuto giovedì sera sull'autostrada A2 all'altezza di Prato Leventina, dove il giovane italiano è stato investito mortalmente mentre camminava sulla corsia di sorpasso.

All'interrogativo risponde l'ufficio stampa della Polizia cantonale che, da noi contattato, spiega che il 36enne non è stato portato in centrale perché non aveva commesso né era accusato di alcun reato. Era stato prelevato nel tardo pomeriggio in un ritrovo pubblico di Airolo, su richiesta della cameriera, poiché stava importunando dei clienti. Ma non aveva messo le mani addosso a nessuno e le sue condizioni psico-fisiche non apparivano tali da richiederne un trasporto in centrale. Matteo C. ha chiesto esplicitamente agli agenti di lasciarlo a Varenzo, frazione di Quinto, dove risiede un suo conoscente. E così è stato.

Resta da chiarire cosa abbia fatto dopo essere sceso dall'auto della Polizia. A casa del suo conoscente, già sentito dagli inquirenti coordinati dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni, non c'è mai arrivato. E in zona non vi sono telecamere di sorveglianza che possano permettere di ricostruire il suo percorso.

La Polizia cantonale ribadisce inoltre che l'uomo risultava residente in Italia, ad Alzano Lombardo, e che non risulta lavorasse in Ticino.

Intanto su Facebook un testimone sostiene che già un paio di sere prima Matteo C. si era fatto notare in un esercizio pubblico della zona, dove aveva raccontato di essere appena uscito dal carcere e di avercela con le forze dell'ordine. Sempre lo stesso testimone racconta che il 36enne parlava male della Svizzera e prendeva in giro i ticinesi. Dopo aver litigato con alcuni clienti, era stato allontanato con le buone maniere.

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