
Una cassa malati pubblica cantonale che copra le spese dentistiche di base. È quanto si prefigge di realizzare l'iniziativa lanciata stamattina dalle forze di sinistra e che vede quale primo proponente l'oncologo Franco Cavalli.
Il comitato, nel motivare il lancio dell'iniziativa, ha spiegato che il 35% degli svizzeri non può permettersi di andare dal dentista a causa dei costi troppo elevati. E quindi, a detta del comitato, occorre creare una cassa malati che possa consentire anche a questo 35% di cittadini di avere accesso alle cure dentistiche di base.
Un'idea allettante, ma che si scontra subito con il parere del direttore del DSS Paolo Beltraminelli: "Se io come responsabile sanità dicessi di sì a tutti quelli che hanno delle buone idee, diventerebbe insostenibile dal punto di vista finanziario."
Il consigliere di Stato PPD si dice contrario a nuovi aiuti ad innaffiatoio, preferendo continuare a puntare sugli aiuti mirati alle fasce di popolazione più bisognose.
"Non mi sembra che vi sia un'emergenza dentaria in Ticino" afferma Beltraminelli. "In quattro anni alla testa del DSS mai nessuno me l'ha esposta. I bisogni impellenti sono altri."
"Già oggi abbiamo un aiuto molto mirato per chi ha bisogno" prosegue il consigliere di Stato. "Molti anziani che hanno bisogno di cure dentarie possono affidarsi alla complementare, i redditi bassi possono rivolgersi alla Croce Verde, che offre tariffe di favore. Per non parlare della prevenzione scolastica, che ha permesso di fare grandi progressi nella lotta alla carie."
"Bisogna essere prudenti: il grosso rischio è che una statalizzazione del settore porti a un forte aumento dei premi di base per tutti" spiega Beltraminelli. "Oggi c'è la responsabilizzazione del cittadino, che va dal dentista solo quando ha bisogno. Se invece le cure fossero accessibili gratuitamente, c'è il rischio che la richiesta aumenti. Anche perché non si ricorre al dentista solo per problemi di malattia, ma anche di estetica."
"Quante altre cose utili potremmo inserirle nella cassa malati obbligatoria?" prosegue Beltraminelli. "I massaggi, per esempio, farebbero sicuramente bene agli anziani..."
"Il problema è sempre quello, i costi. Se mi chiedessero di fare una valutazione del bisogno ed aiutare in modo mirato, se ne potrebbe discutere. Ma questo innaffiatoio avrebbe la certezza di far aumentare i premi, senza la certezza di migliorare concretamente la situazione."
"È un po' come se faccio la chemioterapia" conclude Beltraminelli con un paragone dedicato al primo proponente dell'iniziativa: "Uccido le cellule malate ma anche quelle sane."
AS
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