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"Non c'è una tendenza alla chiusura dei commerci"
"Non c'è una tendenza alla chiusura dei commerci"
"Non c'è una tendenza alla chiusura dei commerci"
Redazione
10 anni fa
Il Municipio di Lugano risponde all'interrogazione del Gruppo UDC. "Gli affitti sono troppo alti"

Lo scorso 24 maggio il gruppo UDC in Consiglio comunale a Lugano aveva presentato un'interrogazione per chiedere lumi sulla situazione degli esercizi commerciali e del turismo a Lugano. Gli interroganti avevano denunciato un “immobilismo da parte della politica e delle Associazioni di categoria” e le recenti notizie (vedi articoli suggeriti), hanno riportato d’attualità il tema.

Negli scorsi giorni l’Esecutivo ha risposto all’interrogazione del Gruppo UDC. “Il problema del commercio – spiega il Municipio – ha una portata molto più ampia rispetto alla città. Anche in città come Zurigo importanti zone commerciali soffrono lo stesso fenomeno”.

L’esecutivo ha analizzato la questione nell’ambito delle valutazioni complessive sugli effetti del piano della viabilità del polo (PVP) e i dati raccolti hanno evidenziato “una certa dinamicità in termini di apertura e chiusura delle attività economiche (fino al 2015), ma non una tendenza alla diminuzione delle attività economiche”.

“Nell’ambito del commercio al dettaglio si sono registrate 17 partenze a fronte di 79 arrivi”, si legge nella risposta del Municipio, che riconosce tuttavia la presenza di alcuni fattori che possono portare alla chiusura di determinate attività commerciali.

Tra di essi si possono annoverare l’e-commerce, la concorrenzialità delle zone di confine e dei grandi centri commerciali, gli affitti (che “restano troppo alti, specie nel centro storico”) e la tendenza per alcuni comparti (ad esempio Via Nassa) “all’eccessiva settorializzazione” verso negozi di alta gamma. Non per ultimo, l’Esecutivo riconosce le difficoltà incontrate da imprese meno innovative.

Il Municipio riconosce inoltre come i proprietari immobiliari debbano essere maggiormente coinvolti nelle riflessioni sulle misure di sostegno che la Città sta elaborando. Egualmente coinvolto, spiega l’Esecutivo, è l’Ente del turismo che può offrire proposte in linea con l’attrattività turistica. Una delle misure in atto in collaborazione con l’Ente è “l’inserimento del dello shopping e del segmento del lusso tra i prodotti turistici promossi internazionalmente”.

Gli interroganti avevano inoltre evidenziato come maggiori deroghe all’apertura dei negozi potessero aiutare le attività, ma l’Esecutivo a ha ribadito come la concessione di tali deroghe sia prerogativa del Consiglio di Stato.

Nelle Linee direttive Lugano 2025, la Città ha definito una serie di obiettivi in ambito economico e, parallelamente alla creazione della Divisione sviluppo economico, intende “assumere un ruolo più attivo nell’attrazione di nuovi insediamenti di qualità sul territorio”.

’Esecutivo sottolinea tuttavia che le singole città hanno margini di manovra molto ridotti. Lugano, ad esempio, si trova confrontato con aspetti quali “la vicinanza alle zone di confine e l’evoluzione del tasso di cambio”.

Il Gruppo UDC aveva infine evidenziato la necessità di proporre al LAC eventi e mostre di interesse internazionale per dare più linfa al turismo. L'Esecutivo ha replicato sostenendo che la prima stagione abbia raggiunto gli obiettivi culturali e di pubblico. "Per il futuro l'obiettivo è dui attirare circa 80'000 visitatori l'anno - ha confermato il Municipio Il LAC è una realtà analoga al Kunstmuseum di Berna per quel che riguarda il budget e i visitatori"

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