
“Il cielo è ancora relativamente azzurro, ma se i dati vanno avanti in questo modo presto avremo brutto tempo o addirittura tempesta. L’attuale evoluzione ci spinge ad agire e sensibilizzare le persone”. Lo ha detto il “barometro” Giorgio Merlani ai microfoni di Teleticino al termine della conferenza stampa in cui ha usato una metafora meteorologica per descrivere la situazione epidemiologica nel nostro Cantone. Cantone che ha registrato un nuovo record di contagi nella giornata odierna (452 casi positivi). L’appello del medico cantonale quindi è quello di continuare a restare vigili, seguire le misure di protezione e ridurre i contatti, con un occhio di riguardo alla situazione negli ospedali, dove il personale è al lavoro da marzo e il ritmo è di nuovo aumentato nelle ultime settimane.
La situazione negli ospedali
Una terapia specifica ancora non c’è e tutti stanno aspettando il vaccino, ma da marzo si è imparato molto a livello di monitoraggio, sottolinea Merlani. “Abbiamo imparato a capire i segni critici di quello che si preannuncia un decorso grave della malattia e possiamo anticipare” spiega il medico cantonale. “Ci sono alcune terapie che aiutano e possono fare la differenza, ma non c’è una pastiglia magica per svuotare gli ospedali. Le persone sono ammalate, hanno bisogno di assistenza, ossigeno, infermieri, medici, risorse umane e tempo. Non si può aspettare che il sistema sanitario assorba tutto e qualunque cosa. Noi cittadini dobbiamo agire affinché le persone non arrivino in ospedale, quindi prestare attenzione, isolarci quando siamo ammalati, evitare contatti inutili in modo che questa curva si appiattisca e gli ospedali siano in grado di accogliere chi deve. Ma non penso sia giusto che gli ospedali lavorino allo stremo affinché tutti gli altri possano andare al bar, al ristorante, in discoteca o trovare gli amici quando vogliono”.
Gli interventi non urgenti
Ieri il ministro dell’interno Alain Berset ha chiesto ai Cantoni di sospendere interventi non urgenti. Una misura di cui si sta discutendo in Ticino, conferma Merlani, che non ha però risparmiato una frecciatina al consigliere federale. “Se c’è questa necessità, che lo faccia lui in primis” ha risposto il medico cantonale, sottolineando che comunque si sta lavorando sul tema a livello cantonale. “Abbiamo contattato le cliniche private e si lavora sulla sensibilizzazione e l’autodisciplina. Cominciamo a mettere le risorse umane dove è importante metterle, posponiamo gli interventi che non sono veramente necessari, poi si vedrà. Ma se non si arriva ad un bilancio sufficiente di risorse a disposizione, dovrà intervenire la politica, con decisioni che saranno impugnabili davanti ai tribunali”.
Le analisi errate del laboratorio
In conferenza stampa il medico cantonale è ritornato a parlare dell’errore commesso da un laboratorio d’analisi, che ha messo in isolamento 10 persone in realtà negative e lasciato “a piede libero” 10 positivi. Un errore dalle conseguenze non così catastrofiche, ha sottolineato Merlani. Ma per l’opinione pubblica è un concetto difficile da far passare. “L’effetto più nefasto è a livelli di comunicazione” sottolinea ancora Merlani. “L’impressione è che la fiducia sia stata tradita, ma non è così. Ci aspettiamo risultati attendibili al 100% da ogni laboratorio, ma capitano errori. A volte c’è un test malfatto, che può dare esito negativo per una persona che è positiva. Quello che fa stato è come ci si sente: se uno è malato, anche su tampone negativo, non va in giro o a trovare i genitori. Il secondo aspetto da considerare è che ogni attività umana ha un margine di errore, anche nei laboratori. La cosa fondamentale è fare le proporzioni. Abbiamo avuto un episodio in cui 10 provette sono state sostituite con altre 10, ma se raccogliamo i test effettuati dall’inizio di febbraio a oggi sono decine di migliaia o addirittura centinaia di migliaia. Inoltre credo sia importante dire che l’errore del test è avvenuto lunedì ed è stato comunicato mercoledì, con le dovute correzioni. Sono quindi passate solo 48 ore”.
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