
Un uomo, arrestato sabato nel Luganese per reati contro il patrimonio, è stato posto in carcerazione preventiva da parte del Giudice dei provvedimenti coercitivi martedì mattina. Tuttavia, a causa dello stato di sovraffollamento delle carceri, anziché essere portato alla Farera come previsto legalmente, l’uomo è tutt’ora trattenuto presso le cellette della Polizia Cantonale, «in condizioni al limite della dignità umana e che vanno ben oltre le 'normali' limitazioni dettate dallo stato di carcerazione». A denunciare la situazione oggi il suo avvocato difensore, Elisa Travella, dello Studio Nievergelt & Stoehr SA, che fa anche un esempio: all’uomo non sono stati resi disponibili gli effetti necessari alla sua igiene personale (in particolare non ha potuto lavarsi i denti per oltre 6 giorni, a fronte della mancanza di dentifricio e spazzolino), non ha potuto ricevere i propri indumenti personali (nemmeno la biancheria intima) e ha dovuto fruire dell’ora d’aria perlopiù in un piccolo corridoio.
La segnalazione
La legale ha segnalato la problematica alla Direzione delle Strutture carcerarie, la quale ha dichiarato di aver preso atto della richiesta e che non appena ci saranno posti disponibili, provvederà allo spostamento. Qualcosa che dovrebbe concretizzarsi a breve termine. Da parte dello studio legale, visto l’accaduto, si chiede una vigilanza accresciuta su queste situazioni e una presa di coscienza maggiore a livello politico e istituzionale. Anche perché – viene sottolineato – «una mancata disponibilità di spazi non giustifica il non rispetto della dignità umana».

