
Due ricette per curare l'aumento dei costi. Il Consiglio di Stato, per arginare il continuo incremento della spesa sanitaria, ha deciso di limitare il numero massimo di medici in alcune specializzazioni e ritoccare verso il basso le tariffe degli studi privati. Due misure che non sono piaciute ai diretti interessati. "Così come presentate non ci stanno bene", ha affermato a Ticinonews Franco Denti, presidente dell'Ordine dei medici del Canton Ticino. "In collaborazione con il Dipartimento della sanità e della socialità (Dss) abbiamo fatto un censimento del corpo medico ticinese. Con questi dati bisogna cercare di pianificare la medicina ambulatoriale ticinese". Con quanto deciso dal Governo "si penalizzano i professionisti attivi sul territorio, perché ospedali e cliniche non rientrano in questa pianificazione e possono fare quello che vogliono. Si rischia di avere una minor capillarità, ma non possiamo permettercelo perché il nostro è un Cantone con molte regioni periferiche". Per Denti, inoltre, "la medicina ha manifestato la sua importanza e il suo ruolo durante il Covid, dove oltre cento medici hanno lasciato il proprio studio per lavorare nei check point e aiutare nel contenimento del virus, salvando anche gli ospedali dal sovraccarico. Dopo tutto questo la decisione del Consiglio di Stato è mortificante".
Riduzione delle tariffe, "una soluzione ingiusta"
La misura relativa alle tariffe abbassa di due centesimi il valore del punto Tarmed (Vpt), portandolo da 0.91centesimi. "Una soluzione ingiusta, mortificante per certi aspetti proprio per la partecipazione del corpo medico durante la pandemia. Per ringraziare i nostri dipendenti del sostegno dato durante il periodo del Covid ci siamo adeguati al carovita, ma il comportamento del Cantone è deludente", ha aggiunto il presidente dell'Ordine dei Medici del Canton Ticino. "Gli studi medici hanno le quarte o quinte tariffe più alte della Svizzera, è vero, ma questo ha una spiegazione ben precisa: all'interno della Confederazione il valore del punto tariffale negli ospedali è maggiore, superiore a quello della medicina sparsa per il territorio. Il Ticino è però un'eccezione perché l'Ente Ospedaliero Cantonale ha sempre avuto un indice più basso grazie al finanziamento del Cantone che gli permetteva di fare degli accordi con le casse malati in cui ci perdeva sotto il punto di vista della LAMal, ma ci guadagnava sulle complementari", ha spiegato Denti. "Inoltre a sud del Gottardo solo una parte degli assicuratori ha disdetto la convenzione che avevano con noi. La decisione del Consiglio di Stato potrebbe quindi causare un aumento del carico amministrativo di uno studio medico perché dovremmo chiedere ad ogni paziente a quale cassa malati è affiliato e applicare il Vpt in base all'assicuratore. Non ci meritavamo tutto questo".
Verso un ricorso?
"Prima esamineremo il rapporto e poi prenderemo una decisione. In ogni caso bisogna dire che questa decisione del Governo ticinese non si basa sui dati effettivi dei costi. Gli assicuratori malattia non hanno detto nulla in proposito. Sappiamo che il costo per paziente in Ticino è nella media nazionale e possiamo dire che la popolazione viene curata con spese moderate. Loro parlano di costi per assicurato, ma noi curiamo i pazienti. Restituire dei soldi alle casse malati ha dell'inverosimile", ha concluso Denti.

