
Il 2013 si è rivelato impegnativo per la Sezione reati economico finanziari (REF) della Polizia cantonale perché questo tipo di criminalità, per svariati motivi, non risente la crisi. Lo scorso anno la sezione, composta da 16,5 unità, ha lavorato a 207 inchieste, di cui 145 (- 37 rispetto al 2012) sono da considerarsi evase e sono relative a procedimenti penali aperti nel 2013 (79 incarti), aperti nel 2012 (50 incarti) e a procedimenti antecedenti il 2012 (16 incarti). Il 53% degli imputati relativi agli incarti trattati nel 2013 è di nazionalità italiana, il 31 % di nazionalità svizzera e il 17% di altre nazionalità.
Il Cantone Ticino è un territorio con un settore terziario molto sviluppato. In quest’ambito i reati maggiormente denunciati sono stati la falsità in documenti, la truffa, l’appropriazione indebita e l’amministrazione infedele. L’analisi delle varie fattispecie fa però spesso emergere anche altri tipi di reato quali l’omissione della contabilità, la bancarotta fraudolenta, reati contro le assicurazioni sociali e la frode fiscale che puntualmente vengono segnalati ai Magistrati.
Durante l'anno sono state effettuate 151 perquisizioni sia domiciliari che presso uffici di varia natura; 85 inchieste nelle quali sono state fornite alla Magistratura dettagliate informazioni di polizia su persone o società inquisite; 18 inchieste che hanno richiesto complesse e approfondite ricostruzioni finanziarie; 56 inchieste minori le cui indagini di Polizia hanno permesso ai Magistrati di decidere in merito alle denunce sporte; 507 interrogatori di persone coinvolte a vario titolo nei procedimenti penali; 16 persone arrestate; 104 informazioni di polizia fornite a Interpol su persone o società presenti in Ticino che sono state oggetto di indagini di polizia all’estero per presunti reati penali;
Nel settore finanziario e parabancario vi sono indagini nelle quali si constata la presenza di società finanziarie (broker), prevalentemente legate al mondo finanziario italiano, che hanno quale scopo principale quello di permettere a trader di banche estere di guadagnare ingentissime somme di denaro facendo la cresta sui prezzi di titoli non quotati in borsa. Una spirale di operazioni senza alcun rischio, perché concordate in precedenza, e la conseguente generazione di milioni di utili illeciti spartiti fra i trader (della banca acquirente e venditrice) e la società broker in Ticino.
Nel settore fiduciario non mancano le inchieste relative a fiduciarie che si sono appropriate illecitamente del denaro di loro clienti, generalmente stranieri, o che non l’hanno amministrato conformemente agli accordi. In non poche occasioni si constata l’internazionalizzazione delle strutture, per cui anche piccole fiduciarie operano attraverso società o forme di investimento estere.
Le truffe a danno delle assicurazioni sociali (disoccupazione, infortuni, invalidità, malattia) sono certamente sempre esistite ma il fenomeno è estremamente radicato anche in Ticino. Probabilmente a causa del continuo aumento dei premi delle casse malati, oggi si assiste a un gran numero di persone comuni che, presentando fatture false, si fanno rimborsare dalle casse malati l’acquisto di prodotti di bellezza e cure di bellezza o estetiche. Il fenomeno è così radicato che dalle inchieste condotte è emerso che per taluni operatori del settore proporre ai loro clienti la messa a disposizione di fatture false è un autentico argomento di marketing per accrescere e fidelizzare la clientela.
Nel settore assicurativo ci sono sempre più casi di persone che fanno della truffa alle assicurazioni una vera e propria professione. Le modalità riscontrate sono numerose e più o meno sofisticate. Generalmente si parte dall’acquisto per pochi soldi di una società dormiente e priva di capitale dalla quale poi farsi assumere stipulando contratti di lavoro con salari elevati e successivamente assumere, con le medesime modalità, parenti e conoscenti. In realtà la società non è attiva anche perché priva di fondi. Da questo momento vengono messe in atto tutte le misure per ottenere denaro: l’annuncio di falsi infortuni o malattie dei presunti dipendenti per ottenere le relative indennità, richieste di invalidità, il licenziamento dei presunti dipendenti per far ottenere loro illecite indennità di disoccupazione su salari contrattuali in realtà mai percepiti e che la società mai sarebbe stata in grado di pagare, l’annuncio alle assicurazioni di danni inesistenti a oggetti o cose. Chi opera in questo settore nel frattempo commette generalmente altri illeciti, ad esempio denunciando all’estero il furto di auto di valore precedentemente prese in leasing che in realtà vengono rivendute a vere e proprie organizzazioni criminali internazionali dedite al commercio di auto d’occasione, oppure facendo acquisti generalmente di apparecchiature elettroniche (cellulari, schede telefoniche, computer) a nome della società e che non verranno mai pagati.
Lo studio pubblicato ad ottobre 2013 dalla Società internazionale di informazioni economiche Bisnode relativa ai fallimenti aziendali per insolvenza nel 2013, indica il Ticino in netta controtendenza rispetto al resto della Svizzera con un +28% rispetto a un 1% nel resto del Paese. In controtendenza nazionale è pure il dato relativo alle nuove iscrizioni a Registro di commercio, che in Ticino sono aumentate del 13% mentre nel resto del Paese solo del 3%. In questi dati vi è il fondato timore che vi siano non pochi fallimenti provocati ad arte e quindi dei reati penali. Ma anche sulle nuove iscrizioni bisogna essere prudenti perché troppo spesso si rilevano nuove società in realtà non capitalizzate, il che può costituire il reato di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione.
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