
Avranno fatto un salto sulla sedia, a Palazzo di giustizia, dopo aver appreso della proposta di bloccare la nomina del nuovo giudice del Tribunale d’Appello. Tanto che contro questa eventualità si è mosso il suo presidente, il giudice Werner Walser, che ha subito preso contatto con l’ufficio presidenziale del Gran Consiglio. Una lettera in cui esprime la sua preoccupazione per i tempi della nomina del giudice che subentrerà a Claudio Zali, entrato in Consiglio di Stato a fin novembre. La proposta di bloccare la nomina del nuovo giudice del Tribunale d’appello è stata formulata dal deputato Fiorenzo Dadò, che ha avvertito un’invasione di campo della giustizia sulla politica. Perché la commissione di esperti, oltre a valutare l’idoneità dei tre candidati, si è spinta a fornire un parere sul candidato preferito. Ma questa è una decisione politica, ha tuonato Dadò, chiedendo di non procedere con la nomina del giudice durante la prossima seduta del Parlamento. Uno scenario che, come detto, preoccupa non poco il presidente del Tribunale d’Appello Werner Walser. Con soli 3 giudici in forza al Tribunale penale e dopo la scomparsa del presidente della Camera di esecuzione e fallimenti Francesco Pellegrini, ormai in alcuni settori non si riesce più ad andare oltre il disbrigo delle questioni più urgenti. Il rischio di accumulare ulteriori ritardi è serio, avverte Walser, ricordando la necessità di celebrare i processi in tempi brevi, soprattutto per le persone che si trovano in carcere in attesa di giudizio. Lunedì a Bellinzona si deciderà se procedere o meno con la nomina del giudice in Parlamento. L’opinione tra i partiti diverge, ma Lega, PLR e PS, come riportato dalla Regione, condividono la convinzione che urge il ritorno a Palazzo di Giustizia di un quarto giudice per il penale.
Matteo Bernasconi
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