
“La nostra fede ci dice che la vita vince. Di ciò, ne abbiamo prova in natura: un albero che era un tronco secco e sembrava esser morto, nel giro di qualche giorno è diventato pieno di vita e di bellezza. La nostra fede nella Risurrezione è proprio questa: la vita che vince, la vita che con l’amore di Dio vince”. Ha esordito così Mons. Vescovo Alain de Raemy, amministratore apostolico, nel suo videomessaggio di Pasqua rivolto ai fedeli della Diocesi di Lugano. Questa certezza, ha proseguito, “ci porta a essere molto attenti e molto vicini a quello che sembra un tronco morto, a quello che sembra non avere più speranza, a chiunque soffra. Perché il nostro messaggio di fede ci dice che Dio cura la vita; non possiamo, quindi, trascurarla. Dio porta la vita a pienezza, e questa pienezza tocca tutto, non solo l’anima”.
“Mai trascurare le situazioni di difficoltà”
Secondo Mons. de Raemy, non abbiamo una fede di sopravvivenza, bensì una fede di “super-vivenza”, ovvero di vita “in pienezza per l’anima e per il corpo che sembra proiettato alla morte”. La nostra fede, allora, ci porta “a vivere nella fiducia ogni situazione, sapendo che Dio porta tutto a compimento. E noi sapendolo, avendo questa fede, dobbiamo curare – e mai trascurare – le situazioni di difficoltà, le situazioni di morte, perché Dio porta tutto a vita. In questa pienezza di fede, in questa pienezza di vita, vi auguro una buona e santa Pasqua”, ha concluso nel suo messaggio.
L’impatto della pandemia e della guerra
Raggiunto ieri da Ticinonews, il Vescovo ad interim ha anche sottolineato come la Pasqua sia un’occasione per ritrovarsi in famiglia: “Un cristiano dovrebbe ricordarsi che con il termine ‘famiglia’ si intende la ‘famiglia umana’. Non ci sono stranieri, tutti sono eletti di Dio”, ha spiegato de Raemy, il quale ha altresì ricordato come, in questa festa, non sia importante solamente radunarsi, ma anche “allargare la famiglia se vediamo qualcuno che è nel bisogno”. In seguito alla pandemia e alla guerra “le persone si sono chiuse in loro stesse per paura, perdendo così il senso della comunità”.
Tradizioni ticinesi
In occasione della sua prima volta sul territorio ticinese a Pasqua, negli scorsi giorni Alain de Raemy si è recato a Mendrisio, dove ha potuto partecipare alle processioni storiche. “C’è un grande rispetto e silenzio. La processione si ferma quando qualcuno fa fatica e riprende quando tutti sono pronti. Rappresenta una società solidale”, ha commentato. “È bellissimo vedere le varie tradizioni ticinesi e come viene dato un significato alla Pasqua in modo diverso secondo le culture”.

