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Ticino
“Non bisogna lasciarsi ingannare dalle curve”
Redazione
6 anni fa
Il direttore sanitario della Clinica Moncucco Christian Garzoni spiega il punto di vista degli esperti della Confederazione e la preoccupazione legata ai casi di variante in aumento

Mentre l’economia chiede di riaprire le attività il prossimo 1° marzo, le autorità sanitarie sono caute. È notizia di oggi infatti la scoperta del primo caso di variante brasiliana su suolo svizzero. E il capo della Task Force Martin Ackermann ha frenato sulle riaperture: i casi diminuiscono, è vero, ma le varianti costituiscono un quinto dei contagi. Mutazioni che, secondo Ackermann, obbligano a mantenere le attuali misure, se non addirittura pensarne di nuove. “La sola riduzione della mobilità non sarà sufficiente. Serviranno misure più incisive o a marzo avremo gli ospedali pieni” ha messo in guardia Ackerman durante la conferenza stampa odierna. Eppure le cifre indicano che i casi diminuiscono. Perché dunque servono altre misure? Non stiamo esagerando? Teleticino ha girato la domanda al direttore sanitario della Clinica Moncucco Christian Garzoni.

La variante si diffonde nonostante le misure di contenimento
“Capisco molto bene il problema e la difficoltà di comprensione”, esordisce il medico, sottolineando che gli esperti della Task Force si sono spinti molto in là con le previsioni. “I numeri sono in netta diminuzione perché ci sono le chiusure. Se guardiamo però chi si ammala oggi in Svizzera - soprattutto i Cantoni di Ginevra, Vaud e Berna - vediamo che c’è un netto aumento di settimana in settimana dei casi della variante. Questo significa che la variante aumenta, si diffonde e infetta sempre di più nonostante le attuali misure di contenimento. Quest’ultime non sono sufficienti a evitare la diffusione della variante e contenere una nuova epidemia. Gli esperti hanno infatti parlato di una epidemia nell’epidemia e hanno reso attenti sulla problematica. Credo che il messaggio alla politica sia di non farsi ingannare dalle curve che scendono e dai numeri positivi. In questa curva si nasconde una nuova curva, che mostra l’aumento della variante inglese. Il messaggio è aspettare prima di decidere”.

Una curva nella curva
Durante la conferenza stampa è stato mostrato anche un grafico in cui si vedono le due curve. “Se osserviamo i casi totali di coronavirus, vediamo che la linea verde scende: sono i benefici degli sforzi messi in campo”, sottolinea ancora Garzoni. “Si potrebbe quindi pensare di riaprire visto che i dati sono bassi e gli ospedali si svuotano. Il problema è la linea azzurra, che si riferisce ai casi delle varianti, che continua ad aumentare. La situazione ipotizzata è che fra qualche settimana ci sarà solo la variante inglese perché riesce a diffondersi meglio. Fra un mese potremmo quindi trovarci in una situazione difficile. È comunque difficile fare previsioni a lungo termine, vale dunque il principio della prudenza”.

Verso un nuovo confinamento?
Dobbiamo dunque prepararci a un ulteriore confinamento dopo le dichiarazioni di Ackermann? “È difficile sapere fino a che punto abbia voluto spingersi nelle previsioni. Quello che dice è di fare attenzione. Oggi la società è già molto chiusa ed è difficile immaginare di chiuderla di più. Però abbiamo vissuto un primo lockdown che era estremo. Spero come tutti che non dovremo rivivere una situazione come quella di marzo 2020”.

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