
Dopo anni di politica attiva nel suo comune di Minusio come membro nella Commissione della cultura e da un mese in qualità di consigliera comunale, e dopo essere diventata presidente dei Giovani liberali radicali della sezione Locarnese e Valli, la giovane Alessandra Gianella ha ora brillantemente conquistato un seggio nel Parlamento cantonale. Un risultato che l'ha sorpresa.
“Non riesco ancora a realizzare di quanto successo, ci vorranno alcuni giorni per metabolizzare il tutto. È un risultato inaspettato, anche perché il distretto di Locarno era molto forte, con candidati come Nicola Pini, che ha raggiunto un risultato impressionante. Ma sono molto felice di essere stata eletta”.
Un nome come il suo può aver pesato sull’esito dell’elezione? (n.d.r. Alessandra è figlia del cancelliere di Stato Giampiero Gianella).
“Da una parte può averlo avuto. Mio padre lavora per il Cantone da diversi anni e il voto a mio favore può essere stata una dimostrazione di fiducia nei confronti del suo lavoro. Ma d’altra parte sono andata avanti per la mia strada. Da diversi anni mi sono avvicinata alla politica, svolgendo attività soprattutto tra i giovani, e ho portato avanti le mie idee con passione e convinzione. A quanto pare il lavoro svolto è stato premiato.
Quali sono i cavalli di battaglia che porterà in Parlamento?
Prima di tutto il lavoro, un tema che tocca tutti, sia giovani che adulti. La situazione è critica, la conosciamo, quindi, assieme agli altri giovani del partito, vogliamo puntare sulla formazione, l’orientamento professionale e il rilancio dell’economia. Poi naturalmente c’è anche il problema della mobilità e la vitalità dei centri urbani. Ci sono importanti progetti in cantiere che vogliamo portare avanti.
Cosa ne pensa del ruolo delle donne in politica?
Non sono a favore delle quote rosa, ma trovo sia importante che siano rappresentati entrambi i sessi. Sono molto felice di sapere che il numero di donne in Parlamento è aumentato rispetto allo scorso anno. Peccato per il Consiglio di Stato che è ora composto da soli uomini”.
Attualmente vive e lavora a Berna. Riuscirà a conciliare i suoi impegni lavorativi con quelli politici?
Farò del mio meglio per farlo, nel rispetto della fiducia che le persone mi hanno accordato con la mia elezione. Mi sono spostata da nord a sud senza difficoltà e continuerò a farlo anche nei prossimi anni. Non credo che avrò particolari problemi.
Il Ticino viene spesso visto come isolato e chiuso in sé stesso. Crede che Berna può insegnare qualcosa al nostro Cantone?
Abbiamo problematiche diverse rispetto ad altri Cantoni e tanti hanno una visione sbagliata e negativa del Ticino. Bisogna riuscire a comunicare meglio le esigenze del nostro cantone. E soprattutto non guardare troppo l’Italia, con cui ci si confronta spesso, e puntare molto di più verso la Svizzera ed esplorare la sua di realtà.
Come ha vissuto questa campagna elettorale?
È stata una bella esperienza, lunga e impegnativa. Ho conosciuto tante persone e ho constatato con piacere che altri movimenti giovanili si sono attivati. Ci sono stati importanti scambi tra di noi, il ricambio generazionale è sicuramente positivo.
Cosa risponde a chi taccia i giovani di poca esperienza politica?
È giusto dare una possibilità ai giovani. La nostra generazione è il futuro ed è importante che il Parlamento sia rappresentato anche da questa fetta della popolazione. L’importante è che ci sia passione e la voglia di imparare. Naturalmente ci vuole anche qualcuno disposto a darci una mano e insegnarci. Non si nasce già Consiglieri di Stato. Però trovo che i giovani siano più liberi da certi vincoli e più lontani da certi schemi. E credino ancora fermamente nei loro ideali.
La formula di Rocco Cattaneo di puntare sui giovani sembra abbia funzionato.
Del nostro movimento giovanile, 6 giovani sono entrati in Parlamento. Un ottimo risultato. Il partito non è riuscito a ottenere un secondo seggio, ma ha raggiunto comunque ottimi risultati.
Ora che andrà a Bellinzona, lascerà la presidenza dei giovani liberali del distretto Locarno e Valli?
Il mio mandato dura ancora un anno. È mia intenzione lavorare fino alla fine, abbiamo importanti temi da portare avanti. Poi si deciderà e si lascerà spazio probabilmente a volti nuovi.
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