
Quale sarà il futuro dei Verdi dopo la partenza di colui che li ha guidati per otto anni?
Le dimissioni di Sergio Savoia dalla presidenza hanno provocato un fitto scambio di mail e post su Facebook ieri tra i militanti del partito.
C'è chi ha ringraziato Savoia per il lavoro svolto, ma anche chi, come l'ex deputata Greta Gysin, ha approfittato dell'occasione per regolare antichi conti in sospeso.
"Con un partito lacerato e allo sbaraglio, a due settimane dalle elezioni, contento non lo può certo essere nessuno" ha scritto Gysin, dopo aver elencato alcuni punti a suo dire critici della conduzione di Savoia, come i rapporti con il PS o la posizione in materia di politica europea.
Gysin si è poi lamentata del fatto che Savoia si sia appropriato i meriti della sua iniziativa "Salviamo il lavoro in Ticino".
"Un'idea partita dalla sottoscritta, ma di cui ora altri si prendono tutti i meriti" ha scritto. "Non è importante, ma fatico lo stesso a capire come ci si possa vantare di aver vinto una battaglia che è stata lanciata e resa possibile da chi, nella stessa intervista, viene definito vigliacco e privo di spessore politico."
"Comunque dei Verdi non sono più membra" ha precisato Greta Gysin, giusto per fare chiarezza. "L'unica carica che copro ancora è quella di capro espiatorio."
E infine: "Si fa in fretta a tornare membri, basta pagare 60 franchi. Ma prima devono esserci le condizioni, e non basta la partenza di Sergio a crearle..."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

