
Nevicate e bufere stanno costellando la scalata della "Dama Bianca" da parte del granconsigliere ticinese Fiorenzo Dadò e dei suoi due compagni di avventura.
Già negli scorsi giorni Dadò aveva rimarcato le difficili condizioni meteorologiche, che stanno ostacolando non poco l'ascensione fino agli 8'167 metri di quota della montagna himalayana.
Il deputato valmaggese, raggiunto ieri da La Regione grazie al telefono satellitare di cui dispone, torna ora ad aggiornare la situazione, spiegando come la meteorologia continui ad essere particolarmente inclemente.
"È stata una tre giorni molto dura" ha dichiarato Dadò. "È nevicato talmente tanto, negli scorsi giorni, che abbiamo dovuto procedere da soli, essendo gli altri alpinisti rimasti al campo base. Abbiamo effettuato una prima tappa sino a 5'100 metri, poi una seconda fino a quasi 6'000 e oggi (ieri, n.d.r.) avremmo dovuto salire attorno ai 6'800 metri. Però sprofondavamo nella neve sin quasi alla cintura. Abbiamo tentato di proseguire ma era molto faticoso, non avevamo più forze e siamo quindi ridiscesi al campo base."
"Al campo base siamo in pochi" ha aggiunto Dadò. "Vi sono degli alpinisti americani, coreani, inglesi e cinesi. Negli scorsi giorni abbiamo aperto noi la via sino a quasi 6'000 metri, adesso speriamo che pure gli altri alpinisti diano il loro contributo. Oltre tutto, dai 6'500 metri in su occorre piazzare delle corde di sicurezza, essendovi delle creste tutte ghiacciate. Sino a 6'000 metri abbiamo portato il materiale, però dobbiamo ancora salire per piazzarlo. Si tratta di un lavoro impegnativo."
Fra due giorni il granconsigliere e i suoi compagni di cordata intendono ritentare la salita. Intanto Dadò ha espresso cordoglio per la tragedia sull'Everest, dove sono morti 16 sherpa. "Si tratta di quella stessa valanga che avevo filmato e che aveva provocato morti e feriti. Stavolta sul posto, che è pericolosissimo, c'era molta più gente. Vi sono anche qui alcuni sherpa e ci siamo interessati con i satellitari su quanto è purtroppo accaduto."
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