
Niente Corano gratis nelle piazze ticinesi. A dirlo, come anticipato ieri dalla RSI, è il Dipartimento delle istituzioni. In una lettera inviata ai Municipi il 2 ottobre scorso e firmata dal direttore Norman Gobbi e dal segretario generale Luca Filippini il DI ha inviato a “rifiutare l’autorizzazione d’uso del suolo pubblico a ogni persona fisica, morale, associazione o simile per svolgere ogni e qualsiasi genere di campagna legata all’organizzazione “Lies!” (vedi articoli suggeriti)”.
La decisione si basa sulla conclusione raggiunta dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), secondo cui la campagna “Lies!” è “anticostituzionale” in quanto può essere accostata "ad azioni di radicalizzazione e reclutamento per l’ISIS”.
“Il Comitato della CDDGP è, in particolare, giunto alla conclusione che la campagna "Lies!" è da ritenere anticostituzionale". Inoltre, "nel caso in cui abbia comunque luogo una manifestazione", invita le competenti autorità "a procedere con l'allontanamento dei manifestanti, tenendoli poi a distanza".
"Nel caso in cui abbia comunque luogo una manifestazione (non autorizzata o malgrado un rifiuto) il Comitato della CDDGP invita le competenti autorità a procedere con l’allontanamento (dalla zona pedonale e/o dal centro città) dei manifestanti, tenendoli poi a distanza”.
Il DI, infine, invita i Municipi "a segnalare (...) richieste d’autorizzazione e/o manifestazioni non autorizzate legata alla campagna “Lies!” alla competente Sezione della Polizia cantonale”, conclude la lettera.
Nelle scorse settimane, ricordiamo, il tema è stato oggetto di dibattito in seno al Consiglio nazionale, che ha accolto una mozione in merito del consigliere nazionale UDC Walter Wobmann, mentre nel maggio scorso il deputato PLR Andrea Giudici aveva presentato un'interrogazione al Consiglio di Stato.
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