
È rimasto sostanzialmente stabile il numero di persone che hanno beneficiato dell’assistenza sociale nel secondo trimestre 2020, segnato dalla pandemia da coronavirus. Tra aprile e giugno 2020 il numero di persone in assistenza è rimasto sopra quota 8’000 (aprile: 8’340, maggio: 8’388, giugno: 8’295, per una media di 8’341), in linea con il medesimo trimestre dello scorso anno (+0.8%).

In calo il numero delle domande grazie alla prestazione di diversi aiuti
Addirittura il numero di nuove domande di prestazioni di sostegno sociale inoltrate in questo periodo agli uffici cantonali è “diminuito in modo importante” (-25% rispetto al secondo trimestre 2019), rileva la Sezione del sostegno sociale (Sdss) nel suo report trimestrale. Il motivo è con buona probabilità riconducibile “all’efficacia delle diverse misure attivate, sia ordinarie - in particolare legate al diritto alle indennità di disoccupazione e alle prestazioni Laps - sia straordinarie - quali le indennità per lavoro ridotto, il prolungamento di 120 giorni delle indennità LADI, l’IPG Corona e i prestiti garantiti dalla Confederazione”. Secondo la Sdss è inoltre importante considerare che le persone hanno fatto capo anche a diverse tipologie di aiuto informale, in particolare al sostegno finanziario intra-familiare e agli aiuti puntuali forniti da enti e associazioni di solidarietà.

Questo periodo è anche coinciso con l’interruzione di buona parte delle attività ordinarie dell’Amminsitrazione cantonale, che ha comunque garantito la presa a carico dei beneficiari di sostegno sociale e l’operatività degli uffici tramite mezzi di comunicazione a distanza e la semplificazione della documentazione necessaria per la richiesta di rinnovo. Un provvedimento straordinario che è terminato a fine giugno con la revoca dello stato di necessità.
Difficile stimare l’evoluzione dei prossimi mesi
Più difficile invece stimare come evolveranno i dati inerenti al sostegno sociale nel corso dei prossimi mesi. “L’evoluzione dipenderà sia dalla diffusione della pandemia sia dalla capacità di ripresa dell’economia” sottolinea ancora la SdSS, che si sta adoperando, in collaborazione con l’Istituto delle assicurazioni sociali e la Direzione del Dipartimento della sanità e della socialità, per “sorvegliare la situazione e approntare tempestivamente eventuali misure necessarie”.
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