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Il caso
«Non aspettiamo che le stazioni ticinesi diventino il Bronx»
© Chiara Zocchetti
© Chiara Zocchetti
Red. Online
4 ore fa
Il tema della sicurezza negli scali ferroviari, dopo il fatto di sangue avvenuto questo pomeriggio a Biasca, è tornato sotto i riflettori della politica con l'interrogazione che Omar Terraneo ha rivolto al Consiglio di Stato

Il tema della sicurezza nelle stazioni ferroviarie ticinesi, dopo il fatto di sangue avvenuto questo pomeriggio a Biasca, è tornato sotto i riflettori della politica: «Non aspettiamo che le stazioni ticinesi diventino il Bronx prima di intervenire». Con questo appello, il granconsigliere Omar Terraneo ha rivolto in tal senso nelle scorse ore un’interrogazione al Consiglio di Stato.

Negli ultimi mesi - evidenzia il deputato PLR - si stanno susseguendo «con una frequenza che non può lasciare indifferenti episodi di violenza, aggressioni, liti e situazioni di forte disagio nelle stazioni ferroviarie e nelle aree immediatamente circostanti dei principali centri del nostro cantone. Senza voler creare inutili allarmismi, occorre chiedersi con chiarezza cosa stia succedendo. Non possiamo accettare che le stazioni dei nostri centri diventino progressivamente delle zone franche nelle quali il cittadino debba sentirsi insicuro o evitare di transitare durante determinate fasce orarie».

Il focus è anche naturalmente su quanto avvenuto oggi a Biasca, dove un importante dispositivo di polizia è intervenuto nella zona della stazione. Un caso che non sembra essere isolato, rileva il firmatario. «Ultimamente anche nelle stazioni e nelle zone limitrofe di Lugano, Locarno e Bellinzona sono state segnalate situazioni problematiche, liti, aggressioni, comportamenti molesti e ripetuti interventi delle forze dell’ordine».

Questi episodi, indipendentemente dalla loro diversa gravità, secondo Terraneo, «contribuiscono ad alimentare nella popolazione una crescente percezione di insicurezza». Anche tenendo conto che le stazioni ferroviarie sono luoghi frequentati quotidianamente da migliaia di persone: pendolari, studenti, famiglie, turisti, persone anziane e lavoratori. «Devono quindi poter rimanere luoghi sicuri e accessibili a tutti, a qualsiasi ora del giorno e della sera».

Alla luce di queste considerazioni, il deputato PLR rivolge al Consiglio di Stato una serie di domande.

- Il Consiglio di Stato è a conoscenza di un aumento di episodi di violenza, aggressioni, minacce, risse o altri comportamenti problematici nelle stazioni ferroviarie ticinesi e nelle immediate vicinanze?

- Quanti interventi della Polizia cantonale sono stati registrati nelle stazioni di Biasca, Bellinzona, Locarno, Lugano, Mendrisio e Chiasso negli ultimi cinque anni? È possibile suddividere questi dati per anno e per tipologia di intervento?

- In particolare, quanti reati contro l’integrità fisica, minacce, rapine, furti, risse e infrazioni legate alle armi sono stati registrati in queste aree nel medesimo periodo?

- Dai dati in possesso della Polizia cantonale emerge effettivamente un peggioramento della situazione oppure vi è soprattutto un aumento della percezione di insicurezza da parte della popolazione?

- Esistono delle stazioni o delle aree ferroviarie che il Cantone considera oggi particolarmente sensibili sotto il profilo della sicurezza? In caso affermativo, quali?

- Come è organizzata attualmente la collaborazione fra Polizia cantonale, polizie comunali, Polizia dei trasporti e FFS per garantire la sicurezza nelle stazioni ticinesi?

- Il Consiglio di Stato ritiene sufficiente l’attuale presenza delle forze dell’ordine nelle stazioni e nelle loro immediate vicinanze, in particolare nelle ore serali e notturne?

- Sono previste o sono già state adottate misure supplementari di prevenzione e controllo, quali un aumento dei pattugliamenti, presidi mirati, videosorveglianza o operazioni coordinate fra i diversi corpi di polizia?

- Considerato che episodi problematici sembrano ormai interessare non soltanto i grandi centri ma anche realtà regionali come Biasca, il Consiglio di Stato intende elaborare una strategia cantonale specifica per la sicurezza nelle stazioni e nei principali nodi del trasporto pubblico?

- Il Consiglio di Stato ritiene opportuno affrontare questa problematica anche insieme alle FFS e alle aziende di trasporto pubblico, definendo standard minimi di sicurezza, presenza e sorveglianza per le principali stazioni del Cantone?

- Infine, quali provvedimenti concreti intende adottare il Consiglio di Stato affinché le stazioni ticinesi rimangano luoghi sicuri e non diventino zone nelle quali cittadini e viaggiatori debbano avere timore di recarsi, soprattutto nelle ore serali?