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Ticino
Nomine straordinarie, la Giustizia e diritti chiude un occhio
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
2 anni fa
Nella sua seduta odierna, la Commissione giustizia e diritti ha deciso di non condannare la scelta del Consiglio di Stato di procedere alla nomina di un giudice dei provvedimenti coercitivi supplente straordinario. Aperto intanto il concorso per il quinto posto di giudice del Tribunale penale cantonale: molti pretori sono stati invitati a candidarsi, ma fra di loro non ci sarebbero interessati.

Le recenti nomine all’interno del Tribunale penale cantonale da parte del Consiglio di Stato vanno a colmare la lacuna urgente di giudici, ma continuano a far discutere. Questa mattina la Commissione giustizia e diritti ha discusso di quella che il deputato Udc Tuto Rossi ha definito "una frode alla Costituzione". La questione risale a giovedì scorso, quando Krizia Kono-Genini è stata nominata giudice dei provvedimenti coercitivi supplente straordinaria dal Governo. Kono-Genini rimpiazzerà Paolo Bordoli, a sua volta nominato giudice supplente straordinario al Tpc.

Urgenza

Secondo Tuto Rossi, avvocato, l’esecutivo cantonale non avrebbe però potuto nominare Kono-Genini, affermando che la responsabilità della scelta sarebbe del Gran Consiglio. "Di solito parte dei partiti rappresentati nella Commissione non è d'accordo sul fatto che il Governo proceda alle nomine di giudici straordinari, a meno che queste non siano davvero urgenti. Vista quindi la situazione in cui versa il Tribunale penale cantonale, abbiamo dato l'avallo a questa procedura", dichiara a Ticinonews il presidente della Giustizia e diritti, Fiorenzo Dadò.

Pretori contattati

Con le recenti nomine di due giudici supplenti straordinari, attivi da febbraio, al Tribunale penale cantonale rimarrà vacante un solo posto, quello lasciato da Mauro Ermani. Per occuparlo, in questi giorni sul foglio ufficiale è stato pubblicato un bando di concorso. "Le candidature potranno essere inoltrate fino agli inizi di febbraio. Naturalmente ne attendiamo un po'", chiosa Dadò. "Sarebbe un bel segnale nei confronti della magistratura e del paese". Secondo nostre informazioni, tuttavia, per invitarli a concorrere per questa posizione sarebbero già stati sollecitati molti pretori attivi nei vari distretti, ma l'appello, per il momento, sembra essere caduto nel vuoto. Del resto, la pubblicità che si è fatto il Tpc in questi mesi potrebbe avere un effetto deterrente. Sarà quindi più che mai importante ripartire con il piede giusto e con basi solide per non incappare in un nuovo caos.