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Giustitzia
Nomine in Magistratura, undici proposte in Gran Consiglio
Redazione
un'ora fa
Dopo settimane di confronti, trovata l'intesa in Commissione Giustizia e diritti sul maxi-pacchetto di incarichi. La presidente Cristina Maderni: «L'obiettivo era valutare il profilo più idoneo per ogni posto». Ma anche la rappresentanza partitica ha giocato un ruolo.

Ci sono volute settimane di confronto tra i partiti e, nel mentre, anche qualche appello dei diretti interessati. Fatto sta che stamattina, riunita in seduta straordinaria, la Commissione giustizia e diritti ha finalmente firmato i rapporti con le proposte di nomina per ben una dozzina di magistrati, tra cui due giudici del Tribunale penale e altrettanti procuratori pubblici. Una situazione, aveva spiegato ai media nelle scorse settimane il presidente del Consiglio della magistratura Damiano Stefani, che si era tradotta con un ulteriore aggravio laddove il carico di lavoro è già al limite. Spiega però la presidente della Commissione Cristina Maderni: «Avevamo deciso già da tempo di arrivare in aula con un pacchetto completo proprio per avere una visione d'insieme e accordarci sulla scelta migliore».

Tra competenze e area partitica

Bisogna poi considerare, fa notare ancora Maderni, che diversi candidati hanno postulato per più di uno dei posti messi a concorso. «Era quindi importante capire quale fosse il profilo più idoneo per un determinato ruolo». Un lavoro svolto in virtù soprattutto delle valutazioni della Commissione d'esperti, ma con un occhio rivolto anche alla rappresentanza partitica. «Anche questa volta un peso lo ha avuto senz'altro», prosegue la presidente. Del resto, così vuole l'attuale sistema di nomina, che da anni si discute di riformare. Maderni è soddisfatta sia del confronto che delle conclusioni: «Abbiamo pure ricoperto ruoli che non c'erano, come i quattro sostituti procuratori, tenendo quindi conto delle competenze e delle varie sensibilità». I rapporti sono stati sottoscritti a maggioranza e portano la firma di tutti i partiti presenti in Consiglio di Stato. 

In attesa della riforma

La riforma del sistema di procedura di nomina già preannunciata dal responsabile politico della giustizia Claudio Zali per settembre è comunque molto attesa. Nel frattempo, anche la Commissione si è data da fare mappando tutti i sistemi attualmente in vigore in Svizzera. «Anche questo ci servirà come base di lavoro e ragionamento», conclude Maderni.