
Via libera dalla Commissione giustizia e diritti sulla riforma della procedura di nomina dei procuratori pubblici. I commissari questa mattina hanno infatti sottoscritto all’unanimità il rapporto sulla risoluzione del 14 dicembre 2020 (relatore Luca Pagani) che chiedeva di analizzare una ristrutturazione del Ministero pubblico, definendo meglio i compiti di controllo e vigilanza sui magistrati. Questo per evitare la situazione venutasi a creare due anni fa quando, in occasione del rinnovo decennale delle cariche, il Consiglio della magistratura aveva espresso un preavviso negativo per la rielezione di cinque procuratori pubblici, che erano stati poi riconfermati in toto dal Gran Consiglio.
Un monitoraggio più costante
In sostanza la Commissione giustizia e diritti ha presentato due iniziative, indica oggi l’organo parlamentare: una per modificare gli articoli 79 e 87 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (LOG), un’altra per modificare l’articolo 23 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato (LGC). Nel rapporto firmato oggi sono stati in particolare individuati 10 correttivi per migliorare non solo la procedura di nomina, ma anche la valutazione dell'operato dei magistrati. In sostanza non si vuole aspettare 10 anni prima di individuare possibili lacune. Da un lato si pone l'accento sui diritti procedurali, assicurando per esempio il diritto ai candidati di essere sentiti. Si chiede inoltre che il Consiglio della magistratura non esegua il proprio monitoraggio solo al termine della scadenza del periodo di nomina (10 anni), ma che ci sia una maggiore frequenza per una migliore prontezza ed efficacia di intervento. A livello di direzione del Ministero pubblico si chiede che ci sia un maggior controllo interno, sia per quanto riguarda la distribuzione del carico di lavoro, sia per quanto riguarda le eventuali problematiche da segnalare tempestivamente. Altri punti prevedono invece un adeguato inserimento dei nuovi procuratori e nuove specializzazione nell'ambito del Ministero pubblico per una maggiore efficienza. Ora spetta al Gran Consiglio esprimersi in merito e lo farà durante la sessione prevista a febbraio.

