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Ticino
‘Nomady’ per frenare il campeggio selvaggio
Redazione
5 anni fa
Due giovani svizzeri hanno fondato nomady.ch con l’obiettivo di trovare nuove aree, immerse nella natura, dove far sostare i turisti con camper, tende e furgoni

Uno strumento che mette in dialogo turisti in cerca di location particolari e proprietari di terreni con l’obiettivo, tra gli altri, di porre un freno al fenomeno del campeggio illegale. È con quest’idea che è nata la piattaforma nomady.ch, presentata oggi in Ticino dai fondatori Oliver Huber e Paolo De Caro, che offre aree immerse nella natura per permettere la sosta di camper, furgoni o campeggiatori. Il portale, nato nel 2019, si è aggiudicato il “Premio all’innovazione” attribuito dalla fondazione Aiuto svizzero alla montagna e conta finora 17mila utenti registrati e circa 340 spazi disponibili in tutta la Svizzera che variano in funzione dei visitatori. In Ticino le location sono circa una decina e la richiesta è alta, conferma Huber, che ha lanciato un appello ai proprietari di terreni di farsi avanti.

Teleticino ha parlato con Eric Beretta, proprietario della Fattoria biologica Il Cardo a Ponto Valentino, che da poco è diventato membro di nomady.ch per capire cosa l’ha spinto ad aderire. “È un’interessante possibilità per i turisti di conoscere valli discoste, senza dover costruire ulteriori edifici. Si tratta inoltre di un’entrata in più: diamo visibilità alla fattoria e abbiamo la possibilità di far conoscere i nostri prodotti, come il formaggio e la salumeria”. La pandemia ha inoltre accentuato determinate tendenze, come la ricerca di esperienze e regioni discoste e poco battute. “Oggi c’è voglia di stare all’aria aperta, di respirare, di avere distanze”, conferma Elia Frapolli, consulente turistico . “È così che nascono nuove offerte turistiche, che vanno in questa direzione. E per fortuna in Ticino abbiamo una bellissima natura”.

Durante la conferenza stampa di presentazione è stato affrontato anche il tema del confronto con i campeggi tradizionali. “La nostra piattaforma vuole rappresentare un complemento, e non una concorrenza verso i campeggi tradizionali - ha spiegato Huber -. È uno strumento che vuole stimolare le persone a viaggiare di più, distribuire meglio i flussi e favorire le regioni periferiche. L’obiettivo è anche di fare in modo che questi visitatori non sostino in aree non adibite a questo scopo. Per questo motivo, prima di iscriversi alla piattaforma, è importante prendere contatto con le autorità comunali competenti”. Anche De Caro ha puntato sui concetti del contatto con la natura e della sostenibilità.

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