
La Commissione federale contro il razzismo (CFR) prende posizione e condanna l’aggressione compiuta nei confronti di nomadi a Galbisio lo scorso 18 giugno. E anche se sono ancora in corso gli accertamenti della polizia, per la CFR questa nuova vicenda non può lasciare indifferenti. “Non è la prima volta che i nomadi sono presi di mira da ignoti in Ticino. Negli ultimi anni si sono verificati diversi episodi analoghi a Biasca, Mendrisio, Balerna e Gudo. In Svizzera, e in particolare in Ticino, il clima di ostilità verso i nomadi si è inasprito”. Per la CFR è anche colpa dei quotidiani ticinesi che “usano toni duri nei confronti dei nomadi e influenzano in questo modo il dibattito pubblico. Inoltre l’area di transito sul Monte Ceneri rischia di essere chiusa alla fine dell’anno senza che dalle trattative in corso sia emersa una soluzione alternativa”. Ma non solo. Il dito della Commissione è anche puntato sulla Lega dei ticinesi. “È inquietante – si legge ancora - che esponenti della Lega dei Ticinesi abbiano reagito ai fatti di Galbisio chiedendo che si proibisca ai nomadi di sostare in Ticino. La CFR saluta pertanto con favore le parole di ferma condanna dell’accaduto espresse dal consigliere di Stato ticinese Luigi Pedrazzini e dal vescovo di Lugano Pier Giacomo Grampa”. Infine, “La CFR e la fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» lanciano un appello ai Cantoni e ai Comuni, affinché siano finalmente migliorate le condizioni di vita dei nomadi con la realizzazione di aree di sosta e di transito. È necessario agire con urgenza perché atti come quello di Galbisio sono da ricondurre anche alla discriminazione strutturale di cui sono vittima i nomadi. Nella prossima primavera è previsto un congresso sul tema delle aree di sosta”.
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