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Ticino
Noir in aula: amore, sangue e un agente segreto
Redazione
17 anni fa
Al processo Spataro emergono storie di ordinaria follia. Protagonista: il killer di Losone

Cinque luglio 2008. Una serata come tante. Quattro amici si ritrovano al ristorante per una pizza in compagnia. Siamo nel Locarnese. Il gruppo è composto da Ernesto Spataro, Antonio Barbieri, la compagna di quest’ultimo – figlia di un noto ristoratore di Locarno – e l’amica di lei. Si parla del più e del meno quando le chiacchiere vengono interrotte da un bip-bip. E’il cellulare della compagna di Barbieri che annuncia un messaggino. Sul display del telefonino si legge: “ciao bella, come stai?”. Autore dell’innocua missiva un uomo di Ascona, da tempo rapito dal fascino della ragazza, che per far colpo dice di essere un agente del SISDE, i servizi segreti italiani. Fosse stato uno 007, probabilmente avrebbe evitato di invaghirsi della compagna di un criminale vero. Ma torniamo al messaggino. Barbieri chiede alla sua compagna spiegazioni. La donna racconta che da un po’di tempo ce n’è uno che ci prova con lei. Gonfio di gelosia, Barbieri esplode. Un’ira che, nonostante il chiarimento, non si placa. Anzi. Antonio Barbieri vuole incontrarlo. E’in quel momento che la ragazza da musa ispiratrice di spionaggi amorosi si trasforma in esca avvelenata. Risponde al messaggio e fissa un appuntamento con l’aspirante agente segreto. “Ci vediamo a mezzanotte al Porto patriziale di Ascona”. Galvanizzato dall’inatteso rendez-vous, il finto agente del SISDE decide di presentarsi più bello che mai. Indossato il vestito del matrimonio, l’uomo al porto ci arriva splendido come il sole. Nel frattempo due auto sono in viaggio verso Ascona: nella prima Antonio Barbieri con Ernesto Spataro, nella seconda la ragazza con l’amica. Ma le strade che prendono sono diverse. E’mezzanotte. Il finto 007 vede scendere dalla macchina la ragazza. Lei gli fa credere che l’amica sta andando a casa e quindi rimarranno da soli. L’innamorato prende coraggio e si fa avanti. Ma nel breve volgere di un sospiro, l’amore si trasforma in dolore e sangue. Uno-due-tre. I pugni al viso non si contano. Arrivano anche i calci. Su tutto il corpo. Il presunto agente segreto cade a terra. Ma la violenza cieca continua ad abbattersi con la forza di un ciclone. “Antonio fermati! E’padre di una bambina!” gridano i presenti. Barbieri prende fiato. Si ferma. Lo grazia. Il finto agente segreto qualche giorno dopo dirà alla moglie di essere stato pestato da un gruppo di sconosciuti ventenni. Troppa la vergogna per un amore proibito, troppo grande il terrore dopo aver incontrato un killer in un’innocente notte d’estate. [email protected]

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