
Sergio Savoia e Raoul Ghisletta sono stati protagonisti di un faccia a faccia ieri sera a Chiasso, nella sala del Consiglio comunale. Al centro del dibattito la caldeggiata alleanza tra i rispettivi partiti in cui militano i due candidati alle elezioni federali, Verdi e PS.
Come ben noto, l'area rosso-verde non è riuscita ad accordarsi per un congiungimento delle liste nelle elezioni di ottobre, ma i due protagonisti della serata non chiudono di certo la porta all'altro. "Sarebbe bello dare un segnale di unità e occorrerebbe cominciare da qualche parte visto che siamo tutti usciti con le ossa rotte dalle elezioni cantonali" afferma Ghisletta, riferendosi a un eventuale collaborazione coi Verdi nel caso in cui per le federali si dovesse andare al secondo turno. "Noi eravamo disposti alla congiunzione e Raoul probabilmente ne avrebbe pure approfittato - incalza Savoia - ma siamo vittime di un certo 'masochismo' dell'area."
Secondo il candidato agli Stati e al Nazionale infatti "nella militanza di sinistra ci sono soprattutto figure idealiste, mentre a destra troviamo anche molti personaggi che mirano a fare carriera e a ricoprire certi ruoli, fattore che li rende più inclini a prestarsi a certe alleanze. Basti pensare al ticket Lombardi-Abate, ormai molto evidente e che porterà sicuramente a grandi risultati." Della stessa lunghezza d'onda il socialista: "Nella sinistra rapidi riavvicinamenti pragmatici tra gli schieramenti, come successo in casa Lega-UDC, sono difficili da vedere."
Per Ghisletta il nemico comune, contro cui reagire insieme, è la presa di potere dell'ala destra dei liberali, trainata dal presidente Cattaneo. "Lega e PLR hanno ormai monopolizzato i discorsi e occorre che l'area rosso-verde si ricompatti contro le filosofie liberiste che regnano sovrane a livello europeo, ma anche a livello locale." Tuttavia, stando a Savoia, in questo momento invertire il trend è difficile e occorre "rassegnarsi", badando a lavorare in vista del futuro, quando si potrà tornare a vincere, "forse tra 5 o 10 anni". "Anche perdendo, dobbiamo impostare il futuro e le congiunzioni col PS devono avere dei rischi e vantaggi da entrambi gli schieramenti, perché il partito di maggioranza non può pretendere di avere un'alleanza dove può persino decidere i candidati di quello minoritario" precisa seccato il coordinatore dei Verdi, trovando comunque dello stesso avviso il candidato PS: "Servono alleanze dove tutti possano ricevere qualcosa in cambio. Deve vincere l'area altrimenti a primeggiare sarà ancora Cattaneo!"
Venendo ai temi della spaccatura rosso-verde, uno dei punti centrali è stata sicuramente la posizione sull'Europa. Secondo Savoia, anche a sinistra ormai gli euroscettici stanno aumentando e occorre riconoscerlo. Secondo quanto raccontato dal candidato socialista, le posizioni euroscettiche dei Verdi hanno però costituito un "pregiudiziale" invalicabile all'interno del comitato del suo partito, che ha così bocciato il congiungimento. Ma per il candidato di punta dei Verdi la posizione sui contingenti non è da demonizzare perché ha poi permesso di ottenere risultati altrimenti insperati: "La vittoria del 14 giugno è importantissima in un Cantone oggi così tanto orientato a destra. Bisogna parlare con la Lega e grazie al nostro appoggio precedente abbiamo ottenuto il sostegno fondamentale per la votazione sui salari minimi, dove Verdi-PS-Lega hanno vinto."
Ma allora, almeno per le elezioni municipali, vedremo finalmente un'area rosso-verde unita? I due candidati alle federali si dicono assolutamente possibilisti e citano l'esempio di Lugano, dove le discussioni paiono ben avanzare. In riva al Ceresio "potremmo fare un bel risultato" sottolinea Savoia, aggiungendo che "se il congiungimento sarà possibile anche in altri comuni di certo noi non ci tireremo indietro."
OC
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