
Non c'è l'associazione Frontalieri Ticino dietro alla proposta di indire uno sciopero e un blocco delle principali dogane tra l'Italia e il Ticino nei tre giorni precedenti il voto popolare del 25 settembre sull'iniziativa "Prima i nostri".
Lo chiarisce il presidente Eros Sebastiani, il quale sottolinea che dietro all'iniziativa non vi è il gruppo ufficiale, bensì un certo Storari, un ex membro del direttivo dell'associazione Frontalieri Ticino che è stato espulso a seguito di divisioni interne.
Questo Storari, che ha creato una finta pagina del gruppo Frontalieri Ticino rubando loro persino il logo, punta sulla mobilitazione dei frontalieri, mentre Sebastiani aveva già fatto sapere dopo la seconda manifestazione dei frontalieri a Lavena Ponte Tresa di voler piuttosto puntare sul dialogo con le istituzioni al fine di trovare delle soluzioni condivise.
"Noi non vogliamo scioperare" ribadisce il presidente dell'associazione Frontalieri Ticino. "Noi piuttosto siamo impegnati ai tavoli permamenti della Regione Lombardia per parlare di viabilità, stiamo trattando per ottenere dall'Unione europea dei fondi per la mobilità. Vogliamo un approccio costruttivo, non distruttivo."
Sebastiani si dissocia quindi completamente dallo sciopero e invita tutti i lettori a diffidare dalla finta pagina Facebook dell'associazione. "Sulla nostra, quella vera, c'è scritto official" precisa. "Lì trovate le nostre informazioni e le nostre attività. Tutto il resto non c'entra nulla con noi."
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