
"Noi non molleremo e nemmeno Arlind lo farà". È un messaggio di speranza, e nel contempo di riconoscenza, quello inviato ai media dagli amici del giovane kosovaro che avrebbe dovuto lasciare la Svizzera il 15 dicembre ma la cui espulsione è stata sospesa dal Consiglio di Stato per motivi di malattia.
I numerosi suoi amici che si sono mobilitati per lui, con tanto di petizione e manifestazione in centro a Bellinzona, vogliono ringraziare con questo scritto tutti coloro che hanno aiutato Arlind.
"Cari lettori,
Arlind Lokaj e tutti i suoi amici vorrebbero ringraziare chi si è mobilitato per la causa che ha commosso il Ticino, ovvero tutti quelli che hanno lottato per far si che Arlind potesse restare ancora in Svizzera.
Ragazzi, amici, anziani, giornalisti e politici sono riusciti a ridare la speranza ad un ragazzo che l’aveva quasi persa. Un ragazzo che per volere di altri avrebbe dovuto abbandonare la madre, gli amici, la ragazza e la nazione per finire chissà dove.
Questo evento ha fatto riflettere molto tutta la popolazione perché viviamo in una società dove l’uomo spesso e volentieri è soggetto a pregiudizi razziali e non viene più visto per quello che è davvero: un essere umano.
Arlind può rimanere qui, per ora, fino al 15 marzo. Una magra consolazione in un mare di delusioni, però finché c’è vita c’è speranza.
Noi non molleremo e nemmeno Arlind lo farà.
Cogliamo l’occasione per augurare un felice Natale e un buon Anno Nuovo a tutti.
Gli amici di Arlind"
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