
Franco Celio aveva incolpato Giovanni Jelmini, presidente del PPD, di aver spostato il suo partito su posizioni leghiste. Ora è lo stesso Jelmini a ribattere dalle pagine del caffé al deputato liberale: “Non è una novità che né l’attuale presidenza Jelmini, né tutte quelle passate, non condividano il pensiero radico-socialista di Celio. Ma questo non vuol dire essere filo leghista”. E poi spara sul PLRT: “Non è una novità che all’interno del PLRT ci sia una crisi così forte, tale da impedire una sintesi politica: è ormai un partito che non ha più la capacità di confrontarsi con durezza al suo interno: si sparano addosso attraverso giornali”. Questa posizione è sostenuta pure da Marco Romano, segretario PPD e direttore di Popolo e Libertà: “Altro che nostra deriva leghista – spiega al caffè- è andato in frantumi lo schema secondo cui il Plrt suonava la musica e gli altri partiti ballavano. Oggi non ha più la forza, né la leadership per guidare la politica del cantone”. E Romano conclude: “In questa nuova situazione, priva di schemi di riferimento il PPD si muove in modo autonomo, cercando alleanze sui problemi contingenti. È questo che da fastidio? A noi, piuttosto preoccupa l’asse radical-socialista, realtà più volte denunciata da Jelmini”.
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