
Due giorni fa oltre 200 operai erano usciti allo scoperto sostenendo il progetto delle nuove Officine di Castione, esprimendo anche la loro preoccupazione in merito al voto sull’iniziativa ‘Giù le mani’. Oggi la loro presa di posizione, sottoscritta da 207 collaboratori delle Officine su 370, è stata oggetto di una conferenza stampa, nella quale il comitato d’iniziativa ha voluto fatto chiarezza.
Nella lettera, indirizzata ai vertici delle Ferrovie, i firmatari affermano di sostenere il progetto previsto a Castione in quanto le FFS hanno garantito il mantenimento di tutti i posti di lavoro. Secondo il comitato di iniziativa questa lettera non sarebbe che una strumentalizzazione in vista del voto sull’iniziativa ‘Giù le mani’.
“Non c'è nessuno che è contrario a Castione - afferma Ivan Cozzaglio, presidente della Commissione del personale, ai microfoni di TeleTicino - ed è l'elemento principale su cui fanno leva i promotori, che sono, tra l’altro, dei capireparto che hanno fatto firmare i dipendenti. Cercano probabilmente di trovare dei punti deboli per screditarci”
Ma che cosa chiede, di fatto, l’iniziativa ‘Giù le mani’? In mancanza di un piano industriale, in primo luogo garanzie sul posto di lavoro. “Dei 200-230 posti che dicono le Ferrovie - sottolinea Cozzaglio - dobbiamo aggiungere anche quelli del deposito di Daro e Biasca, dunque dalle Officine, se va bene, se ne andranno 120-150 lavoratori, sono cifre che facciamo in base a ciò che sappiamo, abbiamo chiesto più volte alle FFS di fornirci delle cifre esatte ma non ci sono mai state date”.
L'elemento centrale sottolineato oggi dal comitato è stato il fatto che l’iniziativa non è contraria al nuovo stabilimento di Castione. “Il tema - afferma Gianni Frizzo, membro del comitato Giù le mani - non è l'involucro, non è il contenitore e nemmeno il sito. Il tema sono i contenuti; quali attività e come verrà gestito il periodo di transizione tra il 2019-2026. Quando i 207 lavoratori afformano che a tutto il personale verrà fatta una formazione bisogna che ci spieghino cosa significa! Chiudeteci la bocca presentandoci un piano industriale con dei dati diversi dai nostri”.
Quindi un sì all’iniziativa il prossimo 19 maggio non comprometterebbe il progetto sostenuto da FFS e istituzioni? “I 120 milioni ci sono, il terreno c'è, le FFS stanno andando avanti con il loro progetto – sottolinea Ivan Cozzaglio - non vedo perché dovremmo opporci e lasciare che questo lavoro vada Oltralpe o addirittura all'estero”.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del TG di Teleticino
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