
A un anno dalla votazione popolare che aveva respinto il progetto del nodo intermodale alla stazione FFS di Locarno-Muralto, le autorità tornano al lavoro per definire una nuova soluzione per un'opera considerata strategica per la mobilità del Locarnese. La Delegazione delle autorità per il comparto della stazione - composta da Comune di Muralto, Città di Locarno, Canton Ticino, FFS, FART e Commissione Intercomunale dei Trasporti del Locarnese e Vallemaggia (CIT) - ha ripreso i lavori già lo scorso autunno, fa sapere la Delegazione in una nota. In quell'occasione sono stati incontrati anche i rappresentanti dei referendisti per chiarire aspettative e possibili sviluppi futuri.
Un nuovo approccio
Dal confronto è emerso che la variante 1A, individuata durante il precedente iter come possibile alternativa al progetto bocciato, non dispone del necessario consenso politico. Una situazione che impone un riesame complessivo della questione e comporta inevitabilmente un allungamento dei tempi. I partner hanno quindi deciso di adottare un nuovo approccio basato su analisi e partecipazione. Il percorso comprenderà il coinvolgimento di associazioni e portatori d'interesse, la raccolta di dati sul fabbisogno di mobilità e di sosta e la verifica tecnica e urbanistica delle diverse soluzioni possibili. Particolare attenzione sarà dedicata all'ipotesi di una collocazione del nodo a nord dell'impianto ferroviario, su terreni di proprietà delle FFS.
Costruire consenso
L'obiettivo dichiarato è quello di superare le contrapposizioni emerse durante la campagna referendaria e costruire un consenso attorno a un'infrastruttura ritenuta fondamentale per residenti, pendolari e turisti. La Delegazione attende ora le valutazioni delle FFS, previste per l'autunno. Una nuova riunione è già stata fissata per ottobre, quando saranno definiti i primi passi concreti del nuovo studio.

