
Il Consiglio di Stato ha licenziato il messaggio con la richiesta di stanziamento del credito netto di 7'110'000 franchi e di autorizzazione alla spesa di 16'630’000 franchi per la riorganizzazione del nodo intermodale alla stazione FFS di Locarno-Muralto. Un messaggio in cui si torna a prediligere la variante di base, che è stata osteggiata da un gruppo di cittadini, che vogliono salvare viale Cattori dal passaggio di 250 bus al giorno. Una raccolta firme era stata lanciata per bloccare il loro passaggio (la raccolta è ancora in corso), ma che ora, alla luce dell'odierna decisione, risulta essere vana. "Constatando che l’unica variante di sistemazione infrastrutturale sostenibile risulta quella del progetto del 2021 e che il cantiere deve iniziare entro la fine del 2025, pena la perdita di 5.41 milioni di franchi di contributi federali del Programma d’agglomerato PALoc3, la Delegazione delle autorità, nel corso della seduta del 19 settembre 2023, ha deciso di proseguire con la soluzione originariamente emersa dal mandato di studio in parallelo, così da poter finalmente modernizzare questo importante nodo per il trasporto pubblico", fa sapere il Governo.
Un lungo iter
Nel 2019, viene ricordato nella nota diramata dal Consiglio di Stato, il Governo, assieme ai Municipi di Muralto e Locarno, la Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Vallemaggia (CIT) e le FFS, hanno sottoscritto una dichiarazione di impegno concernente la realizzazione del nodo di interscambio della stazione di Locarno-Muralto, opera centrale del Programma d’agglomerato del Locarnese di terza generazione (PALoc3). Il progetto si inserisce in un concetto urbanistico più ampio e di riqualifica del comparto, sviluppato nel 2016 tramite una procedura di mandati di studio in parallelo.
Annullate le decisioni del Consiglio comunale
In questo dossier il Cantone è competente per le infrastrutture per la mobilità e di edificazioni private e pubbliche, per le quali è necessaria una modifica del Piano regolatore comunale. Nel 2021 ha così allestito il progetto stradale per le parti di sua competenza (componenti viabilistiche e trasportistiche del nodo intermodale). Allo stesso tempo il Municipio di Muralto ha sottoposto al Consiglio comunale la proposta di modifica del Piano regolatore e la richiesta di credito per le proprie parti d’opera (spazi commerciali e lavorativi, un nuovo autosilo, nuove edificazioni con ala residenziale e parco a monte della stazione). Le decisioni prese dal Consiglio comunale sono state però oggetto di tre ricorsi e di una raccolta firme per richiedere il referendum. Con decisione del 10 novembre 2021, il Governo ha accolto i ricorsi e annullato le decisioni del Consiglio comunale.
Respinta la nuova variante, si torna a quella originaria
I progettisti, su richiesta del Municipio di Muralto, nel 2022 hanno elaborato una variante di sistemazione del nodo (denominata “Variante 1A”), con l’obiettivo di studiarne la fattibilità e rispondere alle critiche sollevate localmente. Il Legislativo muraltese ha tuttavia respinto il 17 luglio 2023 la richiesta di credito per l’affinamento urbanistico di tale variante. La Delegazione delle autorità ha quindi deciso di tornare alla variante di base nella sua seduta del 19 settembre.
Le infrastrutture previste
Il credito di costruzione contenuto nel messaggio governativo prevede la realizzazione di diverse infrastrutture: il terminale bus, che sorgerà al posto dell’attuale edificio che ospita i chioschi, con 5 corsie di stallo dedicate ai bus e una per i taxi, coperto integralmente da una pensilina leggera; due zone di fermata (direzioni est-ovest e ovest-est) su via della Stazione per bus in transito; la riqualifica della piazza Stazione e viale Cattori a zona d’incontro con pavimentazione pregiata, misure d’arredo e alberature; il riassetto completo e riqualifica di via della Stazione con gestione semaforica, con il rifacimento della pavimentazione e la riorganizzazione delle corsie; la riorganizzazione di via Municipio (adeguamento fermata TP alla Legge disabili e realizzazione del doppio senso ciclabile); la riorganizzazione degli stalli bici (B+R). "Queste opere", sottolinea il Governo, "permettono di ottenere migliori condizioni di accessibilità e viabilità all’interno del comparto, come pure di favorire e migliorare l’interscambio tra i diversi vettori di traffico (sia del trasporto pubblico su gomma, su rotaia e con la mobilità lenta), ciò a vantaggio della riduzione del traffico motorizzato e di una migliore mobilità per la popolazione".
Meno traffico su Viale Cattori
Stando al Governo l’organizzazione viaria prevista dal progetto consentirà di ridurre drasticamente il traffico su Viale Cattori, che passerà dagli attuali 3'100 veicoli giornalieri a circa 1'000. A questi si aggiungeranno 250 bus che circoleranno unicamente in salita. Bus che saranno a trazione elettrica, ricorda il Governo secondo il programma strategico delle FART. "Il progetto è coerente con gli indirizzi dello studio urbanistico e non preclude gli sviluppi che il Comune di Muralto vorrà dare in un secondo tempo all’intero comparto", scrive il Consiglio di Stato. "Grazie alla nuova posizione del terminale bus e alla riqualifica, un maggior numero di pedoni, di utenti del trasporto pubblico, ma non solo, graviterà attorno al comparto della stazione, su cui si affacciano vari commerci. L’accessibilità a questi ultimi continuerà a essere garantita anche per chi giunge con l’automobile, grazie ai posteggi disponibili nel comparto".

